Evemero, il sindaco scongiura il ridimensionamento dell’istituto

Con un post pubblicato sulla propria pagina Facebook il primo cittadino si è detto contrario alla decisione della conferenza sugli accorpamenti di alcuni istituti scolastici. Stamani, nel frattempo, la protesta da parti di insegnanti, genitori e alunni davanti a Palazzo dei Leoni

 

MESSINA. Protesta stamane da parte delle famiglie e degli insegnanti dell’istituto Evemero da Messina in seguito all’approvazione del piano di rimensionamento stabilita dalla Conferenza provinciale scolastica lo scorso 15 novembre a Palazzo dei Leoni.

E proprio davanti alla sede dell’ex Provincia di Messina, intorno alle 10:00 un centinaio tra adulti e bambini ha esposto cartelloni e rivendicato la necessità del rispetto del diritto allo studio. La proposta, approvata a maggioranza della Conferenza, prevede infatti un’aggregazione alla scuola “Vittorini” del plesso “Beata Eustochia”, attualmente annesso all’Istituto scolastico “Paradiso”; un’aggregazione, sempre all’Istituto “Paradiso” della scuola dell’Infanzia “Alfrida Aiossa” e di quelle primarie di Via Denaro a Ganzirri e di via Arcieri a Sant’Agata, tutte scuole gestite attualmente dall’Evemero.

“Siamo una scuola che è cresciuta tantissimo a livello di utenza, e questo perché i genitori ci hanno scelto. Perché dobbiamo accettare la perdita di questi plessi? La scuola dell’infanzia di Ganzirri, come il plesso dell’infanzia della Aiossa, alimenta il bacino a livello territoriale della ex direzione didattica. Togliendo via il polmone, insieme a Sant’Agata, i nostri alunni dovremmo coltivarli a livello formativo, per poi cederli ad altro istituto. Non capiamo il senso di questo progetto”, afferma la professoressa Di Latte.

Immediato l’intervento social del sindaco De Luca, che tramite la propria pagina Facebook ha fatto sapere che la giunta ha “revocato la precedente decisione della conferenza sugli accorpamenti di alcuni istituti scolastici per evitare scelte che non tengano realmente conto delle nuove dinamiche urbane. Prima vengono gli studenti e poi il resto!”

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