Le “strutture militari naziste” di Messina sul National Geographic Channel

Il 18 dicembre sarà trasmesso sul canale di divulgazione storica, il documentario Nazi Megastructures: tra le riprese, quelle della batteria di Campo Italia nella città dello Stretto. Ecco come ci è finita dentro

 

MESSINA. Cos’ha a che fare Messina con le strutture militari naziste? Lo spiegherà  il prossimo 18 dicembre il documentario Nazi Megastructures, che sarà trasmesso sul National Geographic Channel, in una puntata dedicata alla battaglia di Sicilia (Operazione Husky). L’episodio 6 “Hitler’s Mediterranean Fortress” girato anche in altri luoghi siciliani, si occuperà di Messina nell’estate del 1943, con riprese effettuate in varie zone della città compresa la batteria MS 724 di Campo Italia. Una delle tante opere ancora oggi intatte, costituenti l’ultimo sistema difensivo permanente edificato per la protezione dello Stretto di Messina e utilizzato contro le incursioni aeree angloamericane dal 1940 al 1943.

L’organizzazione è stata  curata da Armando Donato il quale dopo il briefing a Londra, nel mese di maggio per tre giorni ha guidato nei siti di interesse gli operatori della Darlow Smithson Film & Television Production Ltd e il conduttore archeologo Tony Pollard; fornendo tutte le necessarie informazioni geografiche e storiche sia in loco che nella fasi successive alle riprese.

“L’inserimento della Sicilia e di Messina in un esclusivo documentario di diffusione mondiale, indica come sia realmente possibile attraverso la corretta ricerca e comunicazione storico-culturale scientifica autonoma, non finanziata e sostenuta da enti pubblici, produrre e promuovere l’immagine positiva della città – spiega Armando Donato – Fase fondamentale e basilare per lo sviluppo turistico incentrato sullo sfruttamento consapevole e sostenibile dei beni storico culturali, ambientali e paesaggistici; spesso malgestiti o del tutto abbandonati. Ciò in antitesi – continua – rispetto al modus operandi  proprio di quelle realtà territoriali locali pubbliche e private, promotrici di costose attività e manifestazioni, spesso inefficaci per la creazione di reali condizioni di sviluppo economico attraverso la cultura. Il turismo culturale è un fenomeno fondamentale per la crescita economico sociale del territorio, attraverso il quale anche a Messina è possibile pianificare la necessaria e specifica offerta turistica. Condizione necessaria per rivalutare la città quale destinazione turistica superando l’attuale fase pionieristica”, conclude lo studioso messinese.

Armando Donato vive a Londra. Già insegnante di materie economiche e giuridiche applicate al settore turistico – culturale, si occupa di beni culturali, storia e archeologia militare. Negli ultimi dieci anni ha pubblicato vari lavori scientifici in lingua Italiana e inglese. In particolare  per l’Ufficio Storico della Marina Militare, l’Ufficio Storico dell’Esercito Italiano, il bollettino Armi Antiche dell’Accademia di San Marciano di Torino, la British Achaeological Reports di Oxford, la Società Italiana di Storia Militare di Roma e il magazine inglese After the Battle.

Nel 2012-13 ha collaborato con la Osprey Publishing per un numero sullo sbarco in Sicilia; nel  2016 ha partecipato alla conferenza “Italy’s Decade of War: 1935 -45. International Perspective” presso l’Università di Strathclyde a Glasgow; nel 2017-2018 ha collaborato al progetto “Fighting for Air: The World War One Origins of Croydon Airport”, per il museo dell’omonimo aeroporto. Nel 2018 ha partecipato al progetto FORTMED “International Conference on Modern Age Fortifications of the Mediterranean Coast”, organizzato dal Politecnico di Torino. Attualmente è impegnato in alcune collaborazioni per il National Army Museum e il Royal Air Force Museum.

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