Mancanza di mezzi di trasporto per gli studenti disabili dei Nebrodi, domani tavolo tecnico in Prefettura

La soddisfazione del sindacato Fiadel: «Un servizio essenziale che deve essere garantito dalle istituzioni» (video)

 

MESSINA. Si terrà domani il tavolo tecnico, convocato dal prefetto Maria Carmela Librizzi, sugli studenti disabili della zona dei Nebrodi, che non possono partecipare alle lezioni scolastiche a causa della mancanza dei mezzi di trasporto. All’incontro – fa sapere il sindacato autonomo Fiadel, ricevuto dal capo di gabinetto della Prefettura Caterina Minutoli – parteciperanno il sindaco della Città Metropolitana Cateno De Luca e i primi cittadini dei Comuni nebroidei interessati alla vertenza.

«Siamo soddisfatti della decisione del prefetto di convocare d’urgenza il tavolo alla presenza di tutti i sindaci interessati per risolvere questo problema e assicurare ai ragazzi disabili il diritto allo studio, costituzionalmente garantito», hanno dichiarato al termine dell’incontro i dirigenti sindacali Clara Crocè e Gianluca Gangemi. «Siamo sempre stati contrari all’affidamento del servizio direttamente alle famiglie, che già hanno i propri problemi e non possono sobbarcarsi anche il peso non indifferente di accompagnare i figli a scuola. Il trasporto degli studenti disabili è un servizio essenziale che deve essere garantito dalle istituzioni. E non dimentichiamo che oltre ai disagi di questi ragazzi c’è pure il grave problema occupazionale degli operatori impegnati nel trasporto, che da giugno sono rimasti senza lavoro e che adesso sono anche privi di ammortizzatori sociali».

A determinare questa situazione – spiegano ancora i rappresentanti della sigla sindacale – è la mancanza dei mezzi da utilizzare per il trasporto degli studenti disabili dopo che le gare bandite dalla Città Metropolitana sono andate deserte. !L’ente si è rivolto ai Comuni dei Nebrodi, che però non hanno fatto nulla. Suo malgrado, l’ex Provincia regionale è stata costretta a chiedere ai genitori di provvedere autonomamente in cambio un rimborso chilometrico, ma le famiglie hanno rifiutato, pretendendo il rispetto del diritto allo studio dei propri figli”.

 

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