Tre ministri siciliani nel governo Conte bis. Chi sono e cosa hanno fatto

La Sicilia perde una ministra (Giulia Grillo alla Sanità) ma ne conquista due nuovi (e uno riconfermato) tra i 21 scelti dal premier. Due appartengono ai Cinque stelle, uno al Pd. Due di loro hanno "il portafoglio", il terzo si occuperà del sud

 

PALERMO. La Sicilia perde un ministro (Giulia Grillo, alla Sanità), ma nel governo Conte bis ne guadagna due. Sono in tutto tre i ministri siciliani tra i 22 (21 ministri ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio) nel nuovo governo che dovrà ricevere la fiducia delle due camere dopo aver giurato (domani alle 10). Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha accettato di formare un governo sostenuto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, e dopo averlo comunicato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto i ministri. Ecco chi sono i siciliani.

Giuseppe Provenzano (ministro per il Sud) ha 37 anni ed è un economista, vicepresidente dello Svimez, l’associazione che dal 1946 studia lo sviluppo economico del Mezzogiorno. Provenzano è nato a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Si è laureato e poi dottorato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Membro del PD e appartenente all’area di sinistra del partito, è stato assessore nella giunta regionale siciliana e consulente del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Il nuovo segretario Zingaretti lo ha nominato responsabile delle politiche del lavoro del partito.

Nunzia Catalfo (Lavoro) ha 52 anni, è nata a Catania ed è senatrice del Movimento 5 Stelle dal 2013. Nella scorsa legislatura è stata tra i principali autori della prima proposta di reddito di cittadinanza, che è diventata poi la base per il provvedimento approvato dal governo Conte. Attualmente Catalfo è presidente della commissione lavoro del Senato.

Alfonso Bonafede il ministro della Giustizia uscente. Ha 42 anni ed è un avvocato civilista di Trapani, eletto deputato per la prima volta nel 2013 con il M5S e rieletto nel 2018. È considerato uno dei più stretti alleati di Di Maio. Nello scorso governo si è occupato della cosiddetta legge “spazza-corrotti” e della riforma della giustizia bloccata dalla Lega. Laureatosi a Firenze nel 2004, durante i suoi studi conobbe Giuseppe Conte, docente di legge nella stessa università. Durante la campagna elettorale del 2018 fu lui a suggerire il nome di Conte tra i possibili ministri nella squadra del Movimento 5 Stelle.

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