Cinque falsi miti che fioriscono a Messina

Dal classico "In città non c'è più niente" al rassegnato "I messinesi sono scomparsi con il 1908", passando dal "tempo di terremoto" ai numeri della Vara. Frasi fatte e convinzioni che accompagnano la vita nello Stretto da decenni

Il “tempo di terremoto”

Soprattutto al termine dell’estate, prima delle alterazioni climatiche, bastava la fine di un vento caldo d’agosto di cardarelliana memoria, accompagnato da una coltre di nubi e da uno strano silenzio, per far esclamare a nonni e genitori: “Tempo di terremoto, è!”. Questo collegamento fra meteorologia e movimenti tellurici è un grande classico della vulgata messinese, anche se non esiste alcun nesso tra le condizioni tipiche del “Tempo di terremoto, è” e il terreno che balla sotto i piedi. La prova più drammatica ce l’ha regalata il 28 dicembre del 1908, quando la città fu spazzata via sotto la pioggia, niente di più lontano dalle condizioni tipiche della leggenda. Unico risvolto positivo, in tutto ciò, è che l’acqua, in questi casi, è sempre a portata di mano: così, nel pieno della calura, si può bere senza alzarsi dal letto…

Pagine:Pagina precedente 1 2 3 4 5 Pagina successiva

1
Lascia un commento

avatar
400
1 Comment threads
0 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
1 Comment authors
Giuseppe Recent comment authors
più recente meno recente più votato
Giuseppe
Ospite

Eccellente articolo. Grazie.