“Nessun sostegno da parte del Comune”, quest’anno niente Capo Peloro Fest

Salta l'atteso appuntamento con la kermesse, giunta alla sua quinta edizione. I motivi? Secondo gli organizzatori l'assenza di un adeguato sistema di viabilità, la mancanza di controlli e soprattutto niente fondi da parte di Palazzo Zanca". Che non ha lesinato finanziamenti destinati alla "l'internalizzazione" per le feste patronali

 

MESSINA. Non si terrà per quest’estate la quinta edizione del Capo Peloro Fest, rinviata a data da destinarsi. Il motivo? La mancanza delle condizioni necessarie per organizzare la kermesse, che nelle sue prime 4 edizioni ha contribuito allo sviluppo economico sostenibile del borgo di Torre Faro, coinvolgendo più di 200 operatori, oltre ad artisti e volontari, e migliaia di visitatori, tra cui tantissimi turisti. Il tutto in maniera no profit.

A comunicarlo è il consiglio direttivo del festival, che in una lunga nota, inviata alla stampa e alle istituzioni, spiega i motivi alla base della decisione, fra i quali l’assenza di un sistema di viabilità che risponda alle effettive esigenze del territorio, l’assenza di controlli da parte delle istituzioni, soprattutto nelle ore notturne e in prossimità dei lidi (“in impianti che non sono discoteche”), e la mancanza di programmazione e sostegno finanziario.

«Per le vie di stampa – spiegano il presidente Nello Cutugno e il segretario Paolo Alibrandi – abbiamo appreso che l’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Messina starebbe approntando una proposta di deliberazione di Giunta Municipale relativa alla compartecipazione del Comune ad eventi e feste che si svolgeranno nella stagione estiva (siamo già a metà stagione e il ritardo è imbarazzante) e che vedranno la partecipazione di numerosi cittadini e turisti, nel quadro dei capitoli di finanziamento di bilancio relativi alle azioni di “Internazionalizzazione” (qui un esempio). Nello scorrere la lista degli eventi cui l’Amministrazione intenderà compartecipare, tuttavia, appare singolare come sia assente un evento come il Capopeloro Fest oltre che una programmazione estiva condivisa con le associazioni Pro Loco che nascono proprio con l’obbiettivo di promuovere il territorio a livello turistico e sociale anche attraverso l’organizzazione di eventi. Tutto ciò – si legge ancora nel testo – nonostante lo stesso Ente, più volte aveva pubblicamente ribadito negli ultimi mesi l’importanza di essere partner principale di un evento come appunto il nostro Capo Peloro Fest».

Fra i motivi ostativi anche l’assenza di dialogo tra tutti gli enti sul piano autorizzativo già in fase di programmazione, in quanto “il rischio di un eventuale annullamento porterebbe un durissimo colpo sia a livello d’immagine che finanziario quasi devastante. In quanto il Capo Peloro Fest porta con se mesi di lavoro e contratti tra terzi e sponsorizzazioni inderogabili. Si ricorda che la nascita di questo evento è frutto di sacrifici volontari senza alcun lucro, come previsto dallo statuto delle Pro Loco, con l’unico scopo di colmare un’assenza istituzionale a promozione del territorio».

«Concludiamo – termina la nota –  sottolineando la triste condizione della Riserva di Capo Peloro, il suo rapporto con i Borghi di Ganzirri e Torre Faro e la sofferenza di una comunità che paga un alto costo in particolare durante il periodo estivo. Ed ancora, i motivi che hanno spinto alcuni cittadini a dar vita alla Pro Loco di Capo Peloro, ponendo tra i maggiori obiettivi la sostenibilità ambientale, la rigenerazione urbana e sociale. Motivi per i quali continuiamo con dedizione e impegno a promuovere il nostro territorio appendice importante dell’intero Comune di Messina, cercando al tempo stesso di lasciare un segno positivo soprattutto per le nuove generazioni. L’intera comunità della Pro Loco Capopeloro pone piena fiducia nelle autorità costituite affinché possa recuperarsi questo degrado ambientale e sociale che costituisce impoverimento dell’economia e provoca lo sgretolamento di valori morali fondanti su cui una società moderna deve poggiare. In virtù delle intese precedentemente prese, tra cui la formazione del nuovo “Distretto Turistico di Capopeloro”, auspichiamo che possano essere portati in atto interventi che le circostanze richiedono».

 

 

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