Strage di via D’Amelio, l’associazione Atreju depone un cuscino di fiori al Rettorato

Il momento commemorativo in ricordo di Paolo Borsellino si è tenuto ai piedi dell'albero d'ulivo piantato questo giorno nel 2007 dal movimento studentesco come simbolo di legalità e rinnovamento studentesco

 

MESSINA. Anche quest’anno l’Associazione Universitaria “Atreju – La Compagnia degli Studenti” ha deposto un cuscino di fiori nel giardino antistante il Rettorato, presso l’albero d’ulivo piantato dall’associazione stessa il 19 luglio 2007 in ricordo della vittima di mafia Paolo Borsellino.

A 27 anni dalla strage di Via D’Amelio, l’albero rappresenta un simbolo di legalità e di rinnovamento del ricordo; ai suoi piedi campeggia un piccolo monumento con incisa la celebre frase di Paolo Borsellino sul rapporto fra la gioventù e la mafia: Se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente misteriosa mafia svanirà come un incubo.

L’iniziativa è stata organizzata insieme al Comitato “XIX luglio”, a cui aderiscono numerose associazioni locali. All’evento hanno preso parte numerose autorità civili ed accademiche: il Rettore Salvatore Cuzzocrea, il Prorettore Vicario Giovanni Moschella, il Prorettore agli Affari Generali Luigi Chiara, il Prefetto Maria Carmela Librizzi, il Vice Questore di Messina Nicola Spampinato, il Procuratore Generale di Messina Vincenzo Barbaro, il Sindaco del Comune di Messina Cateno De Luca,  il Presidente della Corte d’Appello di Messina Michele Galluccio, il Capo della Segreteria Tecnica dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana Ferdinando Croce ed il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina Domenico Santoro.

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