In ricordo di Giovanni Molonia, l’uomo che ha letto tutti i libri

Refrattario a ogni genere di protagonismo, è stato uno studioso d’altri tempi, al pari degli eruditi messinesi otto-novecenteschi. Ciò che più mancherà, tuttavia, è la sua umanità, la sua ironia, il suo protendersi con affetto e partecipazione su tutti gli aspetti dell’esistenza. Dal blog di Sergio Todesco

 

Che triste periodo! Dopo la scomparsa di Giuseppe Salemi, storico bibliotecario messinese, oggi la città piange la morte di Giovanni Molonia, uno studioso il cui spessore scientifico e umano sarà difficilmente uguagliabile. Proprio ai funerali di Peppino Salemi qualche settimana fa ho visto per l’ultima volta l’amico Giovanni, cui mi hanno legato negli ultimi trentacinque anni rapporti di stima ma soprattutto di sincero affetto e condivisione di orizzonti “umani”, che travalicavano i rispettivi interessi di studio.

Uomo che ha letto tutti i libri, Giovanni è stato uno studioso anomalo, atipico, direi unico nel panorama degli intellettuali messinesi. Lo caratterizzava la refrattarietà a ogni genere di protagonismo, l’assoluta mancanza dell’autoreferenzialità tanto di moda tra coloro che si ritengono dotti, la curiosità infinita verso ogni aspetto della storia della nostra città, l’incredibile abilità nel compulsare archivi, biblioteche, fondi librari pubblici e privati, e mettere in relazione tra loro fonti e notizie di diversa origine e provenienza. Le sue schede su fatti e personaggi della storia messinese erano puntuali monografie in cui non veniva trascurato alcun dato, alcun aspetto della materia trattata. È stato, Giovanni, uno studioso d’altri tempi, al pari degli eruditi messinesi otto-novecenteschi (La Corte Cailler, Arenaprimo, Grosso Cacopardo, Puzzolo Sigillo e altri) da lui tanto amati, i cui scritti in sommo grado padroneggiava.

Ha curato un numero incredibile di cataloghi, di mostre, di eventi sulla storia, la cultura, le tradizioni messinesi; ha collaborato praticamente con tutti gli Enti, le Associazioni, i Centri di Studio, i Sodalizi operanti in città (Università, Soprintendenza, Museo Regionale, Biblioteca Regionale, Società di Storia Patria, Curia, Comune e Quartieri, Provincia, Archivio di Stato, Archivio Storico Comunale, Teatro Vittorio Emanuele, Accademia Filarmonica, Istituto Salvemini, Gabinetto di Lettura, Archeoclub, Rotary Club, Confraternite, Taormina Arte etc.) e anche fuori, a tutti elargendo con generosità le sue profonde conoscenze, lasciando in eredità impeccabili saggi su molteplici aspetti della storia e della cultura messinesi. Le sue esaustive bibliografie hanno arricchito prestigiosi volumi di storia dell’arte, di storia civica, di letteratura, di antropologia, di cronaca locale. 

Ha collaborato con le maggiori Case Editrici nazionali e isolane, Einaudi, Electa, Editris, Silvana Editoriale, Sellerio, Novecento, Maimone, G.B.M., Sicania, E.D.A.S., Intilla, Skriba, Di Nicolò, Bonanzinga, Ciofalo, e certamente con altri che adesso mi sfuggono.

È suo un volume a mio parere insuperato, quel Messina. Storia e Civiltà (G.B.M., 1997) da lui curato, che dispiegava a ventaglio saggi ancora oggi importanti sulla città, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni.

Ricordo con emozione la sua collaborazione a volumi da me curati, e il suo generoso invito a scrivere su libri curati da lui. Ma ciò che di Giovanni Molonia intendo in questa sede testimoniare è la sua umanità, la sua ironia, il suo protendersi con affetto e partecipazione su tutti gli aspetti dell’esistenza senza mai mettere avanti a mo’ di corazza (come spesso avviene a chi svolge attività considerate “intellettuali”) il suo impressionante bagaglio di conoscenze, ma solo un sorriso bonario e un’apertura totale al mondo e alle persone, direi di stampo evangelico.

Anche senza parlare di politica, si capiva subito da che parte stava. Era l’esatto contrario dell’arroganza, della supponenza, del provincialismo che spesso affligge chi si crede depositario di una qualche verità.

Collezionista raffinato di libri e stampe, avere a che fare con lui, e con la discreta, deliziosa sua Alba, era un piacere per la mente e per l’anima.

Credo che la comunità messinese, come spesso avviene con i suoi figli più illustri, ne abbia colto unicamente gli aspetti eruditi, e lo abbia assunto – in tal modo scaricandosi da tale onere – al ruolo di nume tutelare del recupero, della conservazione e dello studio delle memorie storiche messinesi. Ben povera cosa, invero, rispetto alle qualità umane, esistenziali di quest’uomo.

Adesso, credo proprio in Paradiso, gli commissioneranno certamente il riordino di qualche archivio o una bibliografia definitiva, corredata da sue annotazioni, sulle Sacre Scritture.

Ciao Giovanni. La terra ti sia lieve! 

 

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