Atm, arrivano i bus per turisti. Ma quei manifesti un po’ così…

Due servizi, per permettere a villeggianti e crocieristi di raggiungere spiaggia di Capo Peloro e Forte san Salvatore. Nelle informazioni in inglese, però, errori di grammatica, espressioni intraducibili e grafica...da sagra di paese

 

MESSINA. L’iniziativa è lodevole, la sua presentazione molto, molto meno. L’Atm, messi un numero adeguato di autobus in strada, tenta di “diversificare” l’offerta, e si sbizzarrisce con due nuovi servizi a favore dei turisti: un bus che dal centro porta i villeggianti fino alla spiaggia di capo Peloro, con fermate a museo e Ganzirri, e un secondo dal centro alla zona Falcata ed al forte san Salvatore. Le buone notizie terminano qui.

Perché a qualcuno del settore marketing di via la Farina, per battezzare i due nuovi servizi sono venuti in mente nomi agghiaccianti. Passi il primo, “Bus for sea”, in qualche modo accettabile, è il secondo che è davvero un calcio in pancia alla grammatica: “Bus for see”, espressione traducibile, con molta fantasia, pressappoco in “bus panoramico”, e che si spera sia stato scelto solo per assonanza col primo.

Anche per il resto delle informazioni ci si è affidati a lontane reminiscenze dell’inglese scolastico: il biglietto da un euro e 70 centesimi, per esempio, è acquistabile a bordo. E l’informazione è data ai turisti tramite un misterioso “to buy also on board”, espressione che non esiste in pressoché nessuna delle lingue anglosassoni, così come il “times gone” (letteralmente “tempi andati”) ad indicare gli orari di andata (quelli di ritorno sono invece correttamente tradotti). Anche solo ad usare Google Translate, sarebbe apparso un più corretto “forward times”. E invece no. Times gone…

Anche la grafica non è esattamente di quelle memorabili: un autobus di quelli nuovi, rosso, che nel “bus for see” è sovrapposto ad un’immagine del forte san Salvatore e sembra stia sorvolando la Madonnina, con marchi sparsi qui e lì, e un “flash” che informa sui costi del biglietto. Più psichedelico, invece, il “bus for sea”: stesso mezzo rosso, ma con un’esplosione a raggiera di colori che illuminano una skyline stilizzato di Messina, che a sua volta sovrasta un’immagine della spiaggia di faro presa dall’alto, in cui inspiegabilmente  il pilone si inserisce nella chiassosissima grafica, con un pieno effetto “sagra di paese”.

Se la parte grafica lascia a desiderare, i contenuti sono invece molto validi: tre corse verso il mare, una ogni due ore, ben sei verso il forte san Salvatore, fino ad oggi pressoché irraggiungibile per i turisti. E per l’occasione, anche la segnalazione dell’app MyAtm, “per conoscere l’orario di arrivo alle fermate dei bus”, come recita, con tanto di tre punti esclamativi alla fine, l’info alla base del manifesto.

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Sabrina
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Reminiscenze e non riminiscenze , almeno quella non e’ la nostra lingua esiste un’attenuante?