MESSINA. “La ZES della Sicilia Orientale individua nella Città Metropolitana di Messina l’area industriale di Villafranca Tirrena e di Milazzo-Giammoro, il retroporto di Milazzo, il porto di Messina e la zona della fiera, lasciando fuori buona parte del territorio dell’area metropolitana che si caratterizza per i suoi insediamenti artigianali e industriali, nonché per i suoi porti e retro-porti di significativa rilevanza economica”. Così afferma in una nota Franco De Domenico, deputato regionale del Partito Democratico, dopo la proposta delle Zone economiche speciali in Sicilia del presidente Nello Musumeci, mostrandosi in disaccordo con le scelte del Governo regionale e interrogando la Giunta sui criteri seguiti.

“Le ZES (acronimo di Zona Economica Speciale) sono aree territorialmente delimitate, anche non adiacenti, che presentino un nesso economico funzionale ad almeno un’area portuale, istituite per creare “condizioni favorevoli che consentano lo sviluppo, in alcune aree del Paese, delle imprese già operanti, nonché l’insediamento di nuove imprese”, attraverso una drastica semplificazione amministrativa e la possibilità di accedere a forti sgravi fiscali – spiega De Domenico – Per legge spetta esclusivamente alla Regione proporre l’istituzione di una ZES “specificando le caratteristiche dell’area identificata”, cosicché sulla base della proposta del governo Musumeci (peraltro giunta all’esame governativo per ultima), lo scorso 15 giugno 2020 il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, ha firmato il decreto istitutivo di due ZES siciliane, per un totale di quasi 6 mila ettari tra aree portuali, retro-portuali e aree di sviluppo industriale”.

“In particolare – continua il deputato regionale del Pd entrando nel dettagli delle sue considerazioni – sono state escluse le aree artigianali, industriali, portuali e retro-portuali appartenenti ai comuni dei Nebrodi di Santo Stefano di Camastra, Capo d’Orlando, Torrenova, Rocca di Caprileone, di Patti e Sant’Agata di Militello, senza una adeguata motivazione e soprattutto in contrasto con i criteri che lo stesso Governo regionale si era dato con la delibera di Giunta regionale n. 187 del 2 maggio 2019, e con le relative linee guida”.

“Questa scelta del Governo regionale e della maggioranza che lo sostiene appare incomprensibile sia sotto il profilo politico che sotto quello tecnico,  mi chiedo, infatti – prosegue De Domenico – come l’ampio plotone di deputati messinesi della maggioranza, ed in particolare l’assessore messinese e nebroideo della giunta Musumeci, giustifichino questo ennesimo scippo del Governo regionale ai danni dei cittadini dei Nebrodi, privati di un diritto legislativamente sancito e della opportunità di sviluppo economico e di attrazione di investimenti”.

“Ho, pertanto, presentato una interrogazione urgente per conoscere quali motivazioni politiche e quali  criteri siano stati seguiti per individuare e delimitare le aree da inserire e quelle da escludere, con specifico riguardo alle zone industriali e retroportuali dei comuni dei Nebrodi  e per sapere se il Governo regionale ritiene avviare una procedura urgente volta ad integrare la ZES della Sicilia Orientale, inserendo, anche se in ritardo, i comuni nebroidei, eliminando finalmente questo ingiusto pregiudizio economico-finanziario e amministrativo”, conclude.

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