MESSINA. Dal 2015 a oggi i cambiamenti strutturali per il miglioramento del Conservatorio “G. Corelli” sono stati tanti. Un plesso, quello che ospita i 750 studenti e i 100 docenti, che dopo l’ordinanza di chiusura di agosto firmata dal Sindaco Cateno De Luca, ha continuato i progetti di standardizzazione del livello di sicurezza dell’ambiente.  Investimenti, quelli stanziati dalla presidenza del Corelli, che hanno garantito, oltre alla realizzazione della scala antincendio, anche quella della sistemazione delle scale antincendio e della porta tagliafuoco, ma che gravano unicamente sulle finanze del conservatorio.

Sebbene l’istituto sia ospitato nei locali della Città Metropolitana, la legge 21 dicembre 199 n.508 sull’edilizia scolastica, che ha equiparato i conservatori alle Università, rimandando la competenza in merito agli investimenti economici finalizzati alla messa in sicurezza dei plessi sulla dirigenza dei conservatori e senza la messa a disposizione di fondi attraverso cui garantire un budget finanziario di spesa per i locali. Il Conservatorio, a Messina come in tutto il resto d’Italia, dunque, può contare solo sulle tasse d’iscrizione degli studenti per sostenere le spese di manutenzione dell’edificio, il pagamento dei dipendenti e gli investimenti per la ricerca e la didattica.

«Noi ci impegniamo, con responsabilità, ma lo Stato deve aiutarci, sostenerci, non può abbandonarci», ha detto Giuseppe Ministeri, presidente del Corelli, che, durante la scorsa estate si era rivolto ai deputati nazionali messinesi affinché si facessero da tramite per una interlocuzione con il governo. A rispondere alla sua chiamata il gruppo del Movimento 5 stelle che, dopo una visita nei locali di viale Gazzi, si erano impegnati a presentare una istruttoria per vagliare le possibili e sostenibili soluzioni legislative a riguardo.

«A differenza delle Università, Accademie e Conservatori – aveva scritto il 5 settembre in una lettera protocollata e invitata agli Onorevoli parlamentari, Giuseppe Ministeri – non sono stati patrimonializzati, dotandoli ab origine di immobili in proprietà, o trasferendo loro a titolo gratuito e in proprietà beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e precedentemente concessi in uso per le proprie necessità istituzionali. Tale condizione rappresenta una criticità difficilmente superabile, con gli strumenti normativi attuali, specie laddove occorre soddisfare i crescenti standard normativi in materia di sicurezza e fruibilità delle sedi. A ciò si aggiunge l’assenza delle dotazioni organiche negli Istituti di personale tecnico, necessario per la verifica costante delle condizioni di sicurezza e di funzionalità degli impianti e attrezzature».

Ancora non è stato fatto seguito alla richiesta avanzata da Giuseppe Ministeri a cui comunque non manca la volontà di proseguire i progetti di intervento per la messa in sicurezza del Conservatorio. Da maggio in poi in programma diverse opere che riguarderanno l’impermeabilizzazione del lastrico solare (perché in alcuni punti dal soffitto si verificano durante la stagione delle piogge delle infiltrazioni), la coibentazione degli infissi (perché molti di questi sono vetusti e gli ambienti necessitano di maggiore isolamento) e la posa delle pompe di calore nei corridoi per scongiurare l’emergenza freddo.

Queste spese sono già messe a bilancio per l’anno corrente saranno sostenuto soltanto dalla scuola, che già nel 2018 ha investito oltre 50 mila euro per altri interventi di manutenzione. Un primo finanziamento da un milione e quattrocento mila euro stanziato dal MIUR nel 2015 ha garantito al Corelli, dopo il trasloco nei nuovi locali, di organizzare l’ambiente e renderlo ospitale e consono allo svolgimento delle lezioni.

Dopo la verifica dell’impianto elettrico, il Corelli vuole anche cominciare un iter autonomo per ottenere dai Vigili del Fuoco il certificato CPI che, dovendo essere rilasciato contestualmente anche per il vicino istituto  “Quasimodo”, il cui percorso di messa in sicurezza è ancora lungo, rischia di essere ritardato anche per il Conservatorio che ha già messo in atto tutte le procedure di messa in sicurezza dell’edificio. Il piano per realizzare anche le prove di evacuazione è intanto già pronto e sarà sperimentato dal personale studentesco e dipendente del Corelli già nelle prossime settimane,  organizzato da una cabina di regia interna alla scuola messa a punto dal preside del Corelli. L’equipe, composta dal Direttore Antonino Averna, dal direttore amministrativo Giovanni Ferrara e Alessandro Pavone, dal responsabile della sicurezza Puleo, dal consulente Zaccone, dagli avvocati Gaetano Majolino e Giorgio Muscolino, dal medico Giorgianni e dal responsabile dei lavoratori per la sicurezza Santo Triolo, si è fatto carico della sicurezza sui luoghi di lavori e si riunisce periodicamente per fare il punto della situazione sull’istituto.

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