MESSINA. “L’agenzia prenderà il posto di Iacp e comune di Messina. Dal momento in cui sarà costituita, le competenze dei due enti cadranno e saranno assorbite. Adesso è la Regione che deve dare le risorse”. Lo ha spiegato il sindaco Cateno De Luca ai deputati nazionali e regionali Ella Bucalo (Fratelli d’Italia), Carmelo Lo Monte (Lega), Angela Raffa, Grazia D’Angelo, Valentina Zafarana, Francesco D’Uva e Barbara Floridia (M5s), Franco De Domenico e Pietro Navarra (Pd), ed ai consiglieri comunali Claudio Cardile, Nino Interdonato e Andrea Argento nel corso della riunione convocata per trattare del Piano di Risanamento ex Legge Regionale 10/90 e far fronte all’emergenza abitativa connessa all’ordinanza sindacale n. 163 del 6 agosto scorso, relativa allo sgombero e alla demolizione di tutte le strutture abitative che insistono negli ambiti di risanamento per motivi di igiene e sanità pubblica.

“Abbiamo posto l’attenzione ai deputati nazionali e regionali non solo sullo stato dell’arte, ma anche sul percorso che abbiamo definito anche con gli elementi di supporto, in modo tale che tutti si rendano conto che, facendo ognuno la propria parte, si può raggiungere l’obiettivo prefissato, cioè agire con un’azione forte di sbaraccamento entro il 31 ottobre e procedere alla demolizione e smaltimento delle baracche entro il 31 dicembre di quest’anno. Il quadro trattato non è solo di natura giuridico-amministrativa con la costituzione d’urgenza entro la fine di agosto dell’Agenzia per il Risanamento, per la quale oggi viene trasmessa ufficialmente la delibera alla presidenza del Consiglio comunale, essendo oggi l’Agenzia il soggetto interlocutore che accorpa le competenze sia del Comune che dell’IACP, ma anche economico-finanziaria con una prospettiva potenziale di oltre 230 milioni di euro per tale finalità”.

Nel corso della riunione c’è stato tempo per trattare l’ordinanza di chiusura delle scuole emenata da De Luca una settimana fa, “Ho ribadito a questo tavolo – ha dichiarato De Luca – che fino a quando non sarà chiaro il quadro normativo l’ordinanza di chiusura delle scuole non verrà ritirata. Adesso abbiamo avuto contezza che quantomeno sul fronte dell’asseverazione delle norme antisismiche c’è una proroga al 31 dicembre, ma è una proroga, mentre per quanto riguarda le norme antincendio non c’è alcun argomento affrontato in sede di decreto Milleproroghe ed è il tema più delicato perché per ogni plesso sono previste sanzioni dai 1000 ai 2500 euro e di natura penale fino a due anni di arresto”. 

 

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