Ci sono 194 migranti in viaggio verso Messina sulla nave Sea Watch

Quello dello Stretto è stato indicato come "porto sicuro" dal Ministero dell'Interno, si legge sui profili social dell'Organizzazione non governativa. Quanti saranno i controlli (ben quattro), quanto saranno stringenti (molto), e che c'entra il coronavirus (niente). Ecco cosa prevedono i protocolli di sicurezza

 

MESSINA. Naviga verso il porto di Messina la nave Sea Watch, con a bordo 194 migranti salvati dai marosi al largo della Libia e in navigazione da una settimana. Messina è stato designato dal ministero dell’Interno come “Pos”, porto sicuro in cui sbarcare, per cui i migranti arriveranno in città in giornata. La notizia è stata data dalla stessa Ong (organizzazione non governativa) sui suoi canali social Twitter, Instagram e Facebook: “#SeaWatch ha finalmente un POS. Navighiamo ora verso #Messina, felici di portare le persone soccorse a terra”, si legge nei post pubblicati poco prima di mezzanotte.

 

 

Cosa succede in questi casi? Le procedure di sbarco e i controlli sono ancora più meticolosi del solito a causa del coronavirus, e constano di quattro stadi: in pratica, al momento non c’è al mondo un posto più sicuro e controllato dei porti di sbarco dei migranti.

Sui controlli sanitari al momento degli sbarchi dei migranti, il comportamento è regolato da una circolare del dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno di inizio febbraio, e le procedure sono quelle formalizzate nelle “standard operating procedures”. In termini generali, è previsto che i medici dell’ufficio di sanità marittima e aerea e di frontiera, salgono a bordo della nave all’arrivo al porto, per un primo controllo sull’eventuale presenza di patologie infettive. Dopo questa verifica è consentito alle persone di lasciare l’imbarcazione. Una volta sbarcati in banchina, le autorità sanitarie pubbliche effettuano un primo screening, mentre all’interno dell’hotspot o del centro di prima accoglienza, viene effettuata una visita medica per rilevare le condizioni generali di salute dei migranti e le eventuali vulnerabilità.

A questo si aggiunge un ulteriore protocollo, derivante dall’emergenza coronavirus. “Fermo restando quanto sopra – ha scritto il 3 febbraio il prefetto Maria Carmela Librizzi – il ministero della Salute ha rappresentato che in relazione alla situazione epidemiologica del cosiddetto coronavirus, quale ulteriore misura da adattare  a scopo esclusivamente precauzionale, si possa acquisire la lista dei paesi eventualmente visitati dai migranti negli ultimi 14 giorni, verificando se fra questi vi sia uno dei paesi a rischio, tenuto conto di quanto indicato in un sito quotidianamente aggiornato dall’organizzazione mondiale della sanità”. Qualora una persona fosse transitata da uno dei paesi a rischio nell’arco temporale in esame, e qualora manifestasse una sintomatologia riconducibile a quella di caso sospetto, il soggetto andrebbe trattato secondo le ordinarie procedure sanitarie per porlo in ordinario isolamento.

Nello sbarco di qualche giorno fa a Pozzallo,  i 274 migranti (fra cui 64 minori) sono stati posti ugualmente in quarantena presso l’hotspot di Pozzallo, in via precauzionale.

Si tratta del terzo sbarco dell’anno a Messina, dopo quelli del 13 febbraio (158 a bordo della Aita Mari), e del 16 gennaio (122 a bordo della Open Arms).

Qualche giorno fa, la Cassazione aveva rigettato il ricorso della Procura di Agrigento sulla mancata convalida dell’arresto di Carola Rackete, capitana della nave Sea Watch e protagonista quest’estate di uno scontro a distanza con l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo uno sbarco “complicato”.

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AbdulRoberto Micari Recent comment authors
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[…] di Messina, su autorizzazione del Ministero dell’Interno. La notizia è riportata sul sito Lettera Emme, che focalizza l’attenzione sulle procedure sanitarie previste, al fine di rassicurare la […]

Roberto Micari
Ospite
Roberto Micari

Il problema non è il coronavirus… c é molto altro da controllare !! Auguri

Abdul
Ospite
Abdul

Altre 194 pensioni in meno per gli italiani …