“Depistaggio di stato” e “Il ministero dichiara il falso”: dopo la denuncia, Cateno De Luca non demorde

In un video, il primo cittadino ribatte alle accuse di vilipendio della Repubblica e delle forze armate, rilancia le sue, di accuse, verso il ministro Luciana Lamorgese e il suo dicastero. "Ci vediamo in tribunale, mi darà modo di difendermi nelle sedi opportune"

 

MESSINA. “Depistaggio di stato” e “Se questo è un avvertimento, ne prendo atto ma vado avanti, non mi fermo”, “Avete dichiarato il falso” (rivolto al ministero dell’Interno per un comunicato). Nonostante la denuncia da parte del ministro degli Interni Luciana Lamorgese, Cateno De Luca non lascia, ma anzi raddoppia. Il sindaco, che oggi aveva annunciato di aver occupato l’hotel Europa, ha postato un video (da casa sua, non dall’hotel “occupato”) in cui ribatte alle accuse che gli sono state mosse dalla titolare del dicastero, di vilipendio della repubblica e delle forze armate”.

“Io la denuncia me la prendo perchè mi darà modo di difendermi nelle sedi opportune, in quanto voi avete consentito di far passare dallo Stretto di Messina senza le prescritte assicurazioni e controlli. Le prove ci sono”, ha spiegato nel video, in cui racconta gli accadimenti degli ultimi tre giorni, mentre spiega di aver chiesto “formale spiegazione” per la questione della Renault 4, che De Luca continua a sostenere sia arrivata dalla Francia (i protagonisti dicono il contrario), e la mancata risposta la definisco “depistaggio di stato”.

“Tutto quello che ha disposto il governo è stato sistematicamente violato”, ha concluso De Luca, prima di annunciare al ministro “Ci vediamo in tribunale”, e alla cittadinanza che non demorderà.

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