“Trent’anni di memoria nella spazzatura”. L’Amministrazione: «Notizia del tutto infondata», ma i fatti dimostrano il contrario

In un comunicato diffuso dal sito istituzionale del Comune di Messina, l'Amministrazione sostiene che quanto contenuto nel pezzo pubblicato stamani sia "del tutto infondato". La nota del Comune e la risposta della redazione, che ribadisce come ogni notizia, fotografia e circostanza riportata nell'articolo sia vera e documentabile

 

MESSINA. Secondo il Comune di Messina, reperti documentali di oltre trent’anni di storia possono tranquillamente essere ritrovati in uno scarrabile dell’ex Ato3 ed ivi evidentemente conservati.

Una nota del sito istituzionale del Comune di Messina, infatti, sostiene che l’articolo pubblicato oggi su LetteraEmme di importanti reperti dell’archivio dell’ufficio stampa ritrovati nella spazzatura, sarebbe una notizia “del tutto infondata”.

La notizia, ovviamente, non solo è vera, come provano tangibilmente le fotografie, ma a conoscenza del sindaco Cateno De Luca, al quale come prova è stata portata giovedi pomeriggio (con un consigliere comunale che può testimoniare la veridicità dell’accaduto), la pergamena della concessione della cittadinanza all’arcivescovo Giovanni Marra, ritrovata nello scarrabile insieme a numerosi altri reperti, foto e pubblicazioni.

Nel comunicato, poi si riportano versioni non corrette di quanto riportato dell’articolo: che ci sia scritto che “si chiarisce che, contrariamente a quanto rappresentato, nessun documento o libro o fotografia è stato distrutto o avviato al macero” è una interpretazione vagamente fantasiosa dei fatti, dato che nell’articolo non sono non è riportato da nessuna parte di materiale distrutto e di documenti portati al macero, ma di testimonianze ritrovate nella spazzatura (“ha rischiato di far finire nella pattumiera”, testuale, nell’occhiello) e di come successivamente si sia evitato di proseguire con il conferimento, tutto correttamente riportato seguendo fedelmente i fatti.

Curioso poi il passaggio in cui dal Comune di Messina qualcuno è convinto che “sia stato consentito di divulgare tale falsa rappresentazione dei fatti”.

A LetteraEmme, ma alla stampa in generale, nessuno, se non i limiti imposti dalla legge, dalla deontologia o dalla notiziabilità di un fatto, consente di pubblicare alcunché, e di sicuro non è il Comune di Messina nei suoi rappresentanti pro tempore ad avere alcuna benché minima voce in capitolo per sindacare su cosa viene o non viene pubblicato: concetto scontato, ma a quanto pare ogni tanto è necessario ribadire l’ovvio. Abbiamo la fortuna di essere editori di noi stessi, ed è a noi stessi e ai nostri lettori che diamo conto e ragione di quanto pubblichiamo, e di come dove e perché decidiamo di farlo.

Alla luce di quanto esposto, la redazione di Lettera Emme ribadisce con fermezza che ogni notizia, fotografia e circostanza riportata nell’articolo è vera e documentabile in tutte le sedi, prendendo le distanze dalle gravissimi e mendaci dichiarazioni secondo cui questa testata pubblica notizie “del tutto infondate”.

Di seguito il comunicato integrale del Comune di Messina.

Con riferimento all’articolo apparso sulla testata on line Letteraemme dal titolo “Messina, a Palazzo Zanca decenni di memorie finiscono nella spazzatura” e con il quale si è data la notizia che importanti documenti, testimonianza dell’attività istituzionale del passato, sarebbero stati avviati alla distruzione a causa dello spostamento dei locali dell’Ufficio Stampa del Comune, si contesta espressamente la notizia riportata dalla testata on line, che risulta del tutto infondata. Al riguardo si chiarisce che, contrariamente a quanto rappresentato, nessun documento o libro o fotografia è stato distrutto o avviato al macero, avendo l’impiegato incaricato del Comune di dare attuazione al nuovo assetto amministrativo del Comune provvedendo alla materiale dislocazione dei nuovi uffici, curato personalmente di verificare che nel trasferimento dei locali dell’Ufficio Stampa venissero spostati solo gli arredi e la dotazione strumentale espressamente indicata dal Sergio Colosi, impiegato presso l’Ufficio Stampa del Comune. Tutta la documentazione custodita nei locali dell’ex Ufficio Stampa, prova tangibile e materiale della storia del Comune di Messina continuerà ad essere adeguatamente custodita dal Comune di Messina. In merito ai fatti accaduti, si avvierà una verifica volta a comprendere in quale modo sia stato consentito di divulgare tale falsa rappresentazione dei fatti, chiarendo fin da ora che di qualsiasi spostamento o smaltimento di ciò che è custodito nei locali dell’Ufficio Stampa è certamente responsabile in primo luogo l’impiegato preposto al detto servizio, al quale sarà chiesto di riferire in merito“.

 

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Ma che altro deve succedere per chiedere le dimissioni di questo cafone?? #CatenoDimettiti

Lentopede
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Lentopede

Sergio Colosi quale capo dell’Ufficio stampa del comune,fai un comunicato stampa e’ metti nero su bianco assumendoti la responsabilita’ su quanto si dice e su cosa sia accaduto.