Rete dei musei dell’emigrazione siciliani, a Salina la visita del presidente Musumeci

La Regione pronta a finanziare il progetto ma occorrono una forma giuridica e tecnologica avanzata

SALINA. A palazzo Marchetti a Malfa si sono gettate le basi per la nascita della rete dei musei dell’emigrazione siciliani. Riuniti sull’isola per iniziativa dello storico Marcello Saija direttore del museo di Malfa e di Carmelo Rapisarda presidente onorario della nascente rete dei musei ed ex presidente della Provincia di Catania. Presenti, oltre ai rappresentanti delle nove realtà siciliane, i sindaci di Malfa Clara Rametta e di Santa Marina Salina Domenico Arabia, il soprintendente ai Beni culturali di Messina Mirella Vinci e il neo soprintendente del Mare della Regione Sicilia Valeria Patrizia Li Vigni, vedova del compianto assessore Sebastiano Tusa che è stato commemorato durante un momento, molto commovente del dibattito, che si è svolto nella piazzetta Paijno a Santa Marina.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha dedicato all’argomento un’intera giornata iniziata con la visita al museo dell’emigrazione e culminata con il vertice degli stati generali dei musei a palazzo Marchetti di Malfa. Da Musumeci un messaggio forte e chiaro: «La Regione – ha detto il presidente- è pronta ad elaborare un piano e a stare accanto ai musei siciliani dell’ emigrazione con un finanziamento. Attenzione – ha però precisato il governatore – occorrono omogeneità estetica, un progetto e una configurazione giuridica. L’ interlocutore deve essere essere uno soltanto. La Regione deve entrare nella gestione mettendo risorse. I contenitori, cioè ogni museo, ma occorrerà stabilire quanti e quali musei dovranno restare operativi, dovranno avere la stessa dignità. Occorre affidare a degli esperti un progetto. Penso che la Regione possa finanziare nella fase inizuale la rete dei musei con alcune centinaia di migliaia di euro. Occorre capire poi se il museo privato debba restare solo privato o debba diventare pubblico- privato per responsabilizzare le istituzioni anche per il futuro. Occorre comunque incontrare anche i sindaci. C’è bisogno di spazi. Ogni museo deve avere almeno mille metri quadrati a disposizione. E infine ci vuole una campagna pubblicitaria che abbia lo stesso marchio.Lo stesso messaggio. Se facessimo un unico museo regionale si svilirebbe il valore della rete dei musei. Quello di ieri è stato un momento storico: per la prima volta la Regione e i direttori dei musei siciliani sull’emigrazione si sono seduti attorno ad un tavolo tutti assieme. Durante la serata è stato ipotizzato di destinare parte di uno dei padiglioni dell’ ex ospedale Margherita di Messina che ospiteranno i musei archeologico e del terremoto al museo messinese dell’ emigrazione.

Nei giorni scorsi a dare la propria disponibilità a impegnarsi nel progetto era stato Ivo Blandina, presidente della Camera di Commercio di Messina. Una parte della ex Dogana, punto di partenza degli emigrati, potrebbe ospitare il nascente museo. La scelta dell’isola, da dove dall’inizio del secolo scorso partirono migliaia e migliaia di isolani per l’Australia o gli Stati Uniti, e dove il 7 e l’8 settembre si svolgerà la tradizionale festa degli eoliani nel mondo, non è casuale. Promotore del progetto è lo storico Marcello Saija, direttore del museo dell’emigrazione di Malfa, curatore di una mostra sull’emigrazione siciliana itinerante che sta girando la Sicilia e direttore del corso di laurea in mediazione culturale e linguistica organizzato da Agorà Mundi al Consorzio universitario di Agrigento.

Il programma della manifestazione prevedeva una serie di momenti. Alle 21, nella piazzetta monsignor Pajino di Santa Marina Salina, Musumeci, ha risposto sul palco alle domande del giornalista Emilio Pintaldi.
La serata si è conclusa sempre in piazza Monsignor Pajino con lo Spettacolo teatrale “Il canto delle Sirene. Lighea” scritto e diretto dal regista Ezio Donato con gli attori Pippo Pattavina, Debora Bernardi ed Ezio Donato. Le Musiche originali di Matteo Musumeci sono state eseguite dal vivo alla fisarmonica da Gianni Amore. Per gli artisti applausi a scena aperta.

 

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