Semifinali della “Nao Challenge”: passa un team del Verona Trento

Gli "Eta Beta" hanno progettato un sistema di farmbot che permette al piccolo robot di occuparsi di un piccolo orto. Le altre due squadre dell'istituto messinese, sede della competizione per il Sud Italia, erano gli "Zancle Nao" e gli "Enjoy Nao"

 

MESSINA. Si sono concluse sabato, presso l’Istituto tecnico industriale Verona Trento di Messina, le semifinali della “Nao Challenge”, permettendo a 5 squadre del Meridione l’accesso alle finali di Roma previste per il 13 aprile, e tra queste anche una della scuola, il team “Eta Beta”, che per il terzo anno consecutivo proverà a vincere la competizione nazionale.

La gara è stata lanciata per la prima volta in Francia nel 2014 dai costruttori del piccolo umanoide, “Aldebaran” (l’attuale “SoftBank Robotics”), e prevede la programmazione del robot secondo gli obiettivi prescritti dagli organizzatori, che variano ogni anno. Un anno dopo, la competizione è giunta in Italia e ad occuparsi della selezione italiana è la “Scuola di Robotica” di Genova. Per il secondo anno, la semifinale per la selezione del Sud Italia si è svolta a Messina.

Quest’anno il tema è quello dell’inclusione e il team messinese coordinato dai professori Gaetano De Lorenzo, Giovanni Rizzo ed Eliana Bottari ha progettato un sistema di farmbot che permette al Nao di occuparsi di un piccolo orto.

Gli altri due team della scuola sono gli “Zancle Nao”, guidati dagli stessi prof di “Eta Beta”, e gli “Enjoy Nao”, gestiti dal professore Flavio Miano e composto dagli studenti dell’indirizzo professionale del Majorana.
Il primo ha programmato il piccolo umanoide affinché giocasse a Badminton in realtà aumentata, con un visore e una racchetta collegata ad un rusberry; mentre il secondo ha fatto in modo che il robot desse lezioni di inglese ai bambini lungodegenti.

La competizione prevedeva tre fasi: la presentazione, il progetto proposto da ciascun team e una corsa a tempo di tre metri che termina quando il Nao, giunto alla fine del percorso, preme uno dei due pulsanti che bloccano il cronometro scelti poco prima della partenza.

Al termine delle tre prove, una giuria composta dallo staff di “Scuola di Robotica”, insieme al professore di Cyber security dell’Università di Messina Massimo Villari, ha decretato i vincitori.

Numerosissime però, le idee presentate dagli altri concorrenti, come quella di un Nao che aiuta i bambini con difficoltà di apprendimento utilizzando il gioco del Sapientino.

Ma Nao, sa anche ballare, e a dimostrarlo il video di una delle squadre partecipanti.

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