Partecipate, Russo e Calabrò contro i consigli d’amministrazione “multipli”

In discussione la delibera proposta dai due consiglieri del Pd per introdurre un amministratore unico (invece dei tre attuali) per le cinque aziende miste Amam, Atm, MessinaServizi, Arisme e Messina Social City. Ecco perchè

 

MESSINA. Basta consigli d’amministrazione delle partecipate con tre membri: il sindaco si metta in regola con i dettami della legge Madia. Il “colpo di mano” del consiglio comunale contro le nomine di Cateno De Luca al vertice di Amam, Atm, MessinaServizi Bene Comune, Arisme e Messina Social City potrebbe consumarsi tra qualche ora, dirante la seduta di consiglio comunale prevista oggi pomeriggio.

Potrebbe essere infatti discussa la proposta di delibera di Antonella Russo e Felice Calabrò del Pd che di fatto obbliga a nominare un amministratore unico al posto dei tre attuali (presidente e due consiglieri d’amministrazione), rivedendo anche il regolamento in maniera che la regola valga anche per le possibili partecipate future. La legge Madia spiega che è “preferibile” l’amministratore unico non solo per un ovvio risparmio di costi, ma anche che il Cda “multiplo” è consigliabile quando si tratta di governare strutture dai compiti complessi.

“Le delibere di nomina del sindaco Cateno De Luca non sono illegittime, ma di certo non sono motivate”, ha spiegato Antonella Russo, motivando la delibera. “Quando la società è “in house providing”, e quindi è l’ente proprietario che fornisce controllo e direzione della governance, non c’è assolutamente bisogno di avere un intero consiglio d’amministrazione”.

 

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