Arriva a conclusione l’operazione antimafia “Beta”, l’indagine della Direzione distrettuale antimafia che ha svelato l’esistenza di una cellula criminale che si stava radicando in riva allo Stretto in grado di avere agganci in ogni settore della società. Sono 50 gli indagati destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita  e dai sostituti Dda Liliana Todaro, Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti che era sfociata, a luglio del 2017, in trenta arresti,  ha svelato come la cellula avesse abbandonato le forme criminali violente e del rituale mafioso per gestire società di servizi, controllare in modo diretto appalti, gestire il gioco illegale e le scommesse di calcio, operare attraverso la corruzione e il clientelismo il controllo sull’attività di enti pubblici, attivare informatori e complici presso uffici pubblici. L’indagine ha coinvolto esponenti della società che conta: professionisti, imprenditori, titolari di società, funzionari del Comune.  Tra gli indagati l’avvocato Andrea Lo Castro e il costruttore Carlo Borella.

L’avviso di conclusione delle indagini è stato inviato a: Francesco Altieri, Antonio Amato, Giuseppe Amenta, Stefano Barbera, Domenico Bertuccelli, Giovanni Bevilacqua, Salvatore Boninelli, Carlo Borella, Bruno Calautti, Roberto Cappuccio, Giovanbattista Croce, Raffaele Cucinotta, Marco Daidone, Antonino Di Blasi, Caterina Di Pietro, Salvatore Galvagno, Silvia Gentile, Giorgio Piluso, Biagio Grasso, Mauro Guernieri, Fabio Laganà, Nunzio Laganà, Carmelo Laudani, Guido Lavista, Antonio Lipari, Salvatore Lipari, Andrea Lo Castro, Franco Lo Presti, Paolo Lo Presti, Fabio Lo Turco, Gaetano Lombardo, Giovanni Marano, Lorenzo Mazzullo, Italo Nebiolo, Benedetto Panarello, Salvatore Piccolo, Alfonso Resciniti, Antonio Rizzo, Antonio Romeo, Benedetto Romeo, Francesco Romeo, Gianluca Romeo, Maurizio Romeo, Pasquale Romeo, Vincenzo Romeo, Piero Santapaola, Vincenzo Santapaola, Filippo Spadaro, e Giuseppe Verde.

Associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, corruzione, tentata estorsione ed altro le accuse contestate a vario titolo.
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