MESSINA. Si sono concluse ieri, con la nomina di Francesca Mancuso (m5s) e la riconferma di Paolo Maggio (passato al Gruppo Misto) al VI, le elezioni del nuovo vicepresidente e del vicepresidente vicario delle sei circoscrizioni cittadine, in ottemperanza all’articolo 9 del nuovo regolamento sul Decentramento. Una piccola rivoluzione che per settimane ha “mandato in tilt” le circoscrizioni, con tanto di cambi di casacca last minute, malumori, richieste di chiarimenti e improvvisi colpi di scena. L’ultimo dei quali, legato a un parere del segretario generale Rossana Carrubba, potrebbe di fatto portare a 4 il numero dei vicepresidenti per ciascun Quartiere.

A dare il la alla vicenda è stato un emendamento al Regolamento presentato dai consiglieri del M5s Pippo FuscoCristina Cannistrà, secondo il quale i ruoli di vicepresidenti negli uffici di presidenza devono essere assegnati alle opposizioni, a tutela delle minoranze. Se il presidente di una Circoscrizione, ad esempio, appartiene a uno schieramento di centrodestra (è il caso di 5 circoscrizioni su 6), i vicepresidenti eletti devono far riferimento a uno schieramento politico opposto, e viceversa (l’unica eccezione è il primo Quartiere). Un cambiamento, non gradito da tutti, che nel giro di qualche settimana ha portato agli attuali (e forse momentanei) assetti:

Nel primo quartiere, il cui presidente è Giovanni Scopelliti, c’è stata la riconferma di Giovanni Culici (transitato da Forza Italia a Bramanti sindaco) e la nomina di Mario Crottogini (Forza Italia), subentrato a Maurizio Pietroburgo (passato dalla lista “Scopelliti presidente” a Bramanti sindaco).

Nel secondo, presieduto da Davide Siracusano, la new entry è Paolo Scivolone (M5S), che ha preso il posto di Giuseppe Villari (Insieme X Messina), con la riconferma di Giampiero Terranova (con Antonio Saitta).

Cambiamenti anche al Terzo Quartiere, il cui presidente è Lino Cucè, di centrodestra, con la conferma di Alessandro Geraci (M5s) e l’ingresso di Alessandro Cacciotto (transitato proprio ieri dal Pd al Gruppo Misto) al posto di Nunzio Signorino (Peloro 2023).

Al Quarto Quartiere, il cui presidente è Alberto De Luca (centrodestra), c’è stata la riconferma di Antonio Giannetto (passato da Forza Italia a Ora Sicilia) e Nicola Lauro (che da Insieme per Messina passa a LiberaMe)

Novità anche al V, presieduto da Ivan Cutè (centrodestra), con la conferma di Manuel Barbaro (che da Ora Messina era transitato al Misto) e la nomina di Giuseppe Picciotto (Pd) al posto di Letterio Fama (Peloro 2023).

Al sesto del presidente Matteo Mangraviti (centrodestra), infine, è stato riconfermato Paolo Maggio (passato da Insieme per Messina al Misto), mentre Francesca Mancuso (m5s) subentra a Giovanni Battista Celi (Forza Italia).

A rimettere tutto in discussione, tuttavia, è il recente parere del segretario generale Rossana Carrubba, sollecitata dai presidenti di quattro circoscrizioni (II, IV, V e VI), che potrebbe portare alla nomina di 4 vicepresidenti,  due per il consiglio di Municipalità (che in base all’art. 9 deve attribuire le cariche alle opposizioni) e due per l’Ufficio di Presidenza, con tutti i consiglieri eleggibili, indipendentemente dal partito di riferimento.

 

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