MESSINA. “Il Regolamento per l’occupazione del suolo pubblico della Città di Messina è illegittimo ed è stato annullato definitivamente dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana”. Lo annuncia Santi Delia, l’avvocato il cui ricorso è stato accolto dal Cga

Il supremo organo amministrativo, in particolare, ha dato ragione a due commercianti messinesi che, dal 2013, avevano iniziato una battaglia legale contro le esose tariffe sul suolo pubblico applicate dal Comune di Messina, riformando la sentenza del T.A.R. Catania con cui era stata ritenuta legittima la scelta Palazzo Zanca  di triplicare le tariffe in vigore sino al 2011 dall’allora commissario straordinario Luigi Croce.

A ripercorrere la vicenda è il legale dei due commercianti, l’avvocato Santi Delia, che spiega le due ragioni secondo cui il C.G.A. ha ritenuto illegittimo il Regolamento.  In primo luogo, il C.g.a. ha accolto la nostra tesi secondo cui “il regolamento non ha rispettato la previsione della lett. c) del 2° comma dell’art. 63 del d.lgs. n. 446/1997, in quanto non si è limitato ad individuare i coefficienti moltiplicatori unicamente in relazione alle attività esercitate dai concessionari nell’area data in concessione, ma ha previsto anche dei coefficienti moltiplicatori per la classificazione delle aree, possibilità questa non prevista dalla normativa, che espressamente prevede la possibilità di “coefficienti moltiplicatori per specificare attività …”. In breve il Comune ha esercitato un potere non previsto dalla normativa richiamata “al solo fine”, conferma testualmente il C.G.A., “di garantire entrate certe alle casse comunali”. “Il risultato è stato che si è determinata una triplicazione del canone, a tutto danno” dei commercianti.

Ma non basta. Secondo il C.G.A. è altresì illegittima la scelta, contestata dal legale messinese, di provvedere a tali aumenti senza alcuna adeguata istruttoria.”Le concessioni di suolo pubblico  – spiega l’avvocato  Rosario Cannata dello studio Delia,  “erano state concesse a molti commercianti, tra cui i protagonisti della vicenda, tra il 2008 e il 2010 a tariffe in perfetta media nazionale. Circa 10.000 euro l’anno per l’occupazione di una centinaio di metri quadri in zona centrale. Nel 2011, tuttavia, con l’arrivo della gestione commissariale,  le tariffe vengono triplicate, per circa 40 mq la somma richiesta sale a euro 10512. A Catania in zona centrale vengono richiesti 2144 euro. L’aumento è spropositato tanto che a Roma, solo per le zone di pregio come il Colosseo, si arriva a pagare 11.500 circa. A Messina quella tariffa, invece, si paga anche nei pressi della zona dello Stadio San Filippo”.

Allo stato, conclude Delia, il Comune non può più imporre ai commercianti le tariffe triplicate del 2011 e vi sono seri dubbi che quanto già riscosso sia legittimo. Sarà l’Amministrazione, inoltre, a valutare l’impatto sul bilancio e sulle prospettive di entrata.

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