MESSINA. In un solo colpo, con un’ordinanza, la prima sezione civile del tribunale di Messina, competente in materia di immigrazione, “scavalca” sia il decreto “sicurezza” voluto un anno fa dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma anche il comune di Messina e il consiglio comunale, che aveva votato una delibera di indirizzo, firmata dai consiglieri di LiberaMe Alessandro Russo e Massimo RizzoUgo Zante di Forza Italia e Salvatore Sorbello del Misto, per l’iscrizione dei migranti all’anagrafe dei residenti.

Con un’ordinanza dell’11 novembre, la prima sezione civile del tribunale di Messina ha imposto a Palazzo Zanca di iscrivere immediatamente un richiedente asilo nel registro anagrafico dei residenti. Cosa che, se non avvenisse, impedirebbe “l’esercizio di diritti di rilievo costituzionale” e arrecherebbe “pregiudizio irreparabile”, scrive il giudice Corrado Bonanzinga. Il migrante aveva formalizzato richiesta di protezione internazionale. L’atto che il tribunale ha ordinato va oltre non solo il decreto sicurezza, ma anche la registrazione temporanea deliberata dal consiglio comunale di Messina negli scorsi mesi, che prevedeva la registrazione in un apposito registro dei richiedenti asilo e la protezione umanitaria.

Non solo: la pronuncia del tribunale apre anche diverse maglie nella giurisprudenza. L’iscrizione nel registro anagrafico della popolazione residente, infatti, concederebbe agli iscritti la facoltà di ottenimento della carta di identità che, alla data attuale, non può venire concessa nonostante l’istituzione del registro apposito fosse mirata anche all’ottenimento di quel diritto.

Secondo il giudice Corrado Bonanzinga, “l’iscrizione anagrafica condiziona la possibilità di esercitare una molteplicità di diritti, dei quali alcuni vengono compressi in via immediata: iscrizione scolastica, possibilità di sottoscrivere un contratto di lavoro o di accedere alle misure di politica attiva del lavoro, possibilità di aprire un conto corrente, di ottenere la patente di guida, di conseguire il valore Isee e per accedere a determinate prestazioni sociali, mentre altri vengono compressi in via mediata, impedendo per esempio il maturare delle condizioni per l’ottenimento della cittadinanza italiana”.

A prendere la palla al balzo è stato il consigliere Alessandro Russo, primo firmatario del registro anagrafico: “Alla luce di queste considerazioni – ha scritto in una nota inviata all’assessore ai Servizi al cittadino Massimiliano Minutoli – e visto l’orientamento in questo tema che da ultimo è pervenuto da parte del tribunale di Messina, anche per evitare contenziosi e ricorsi che potrebbero vedere soccombente il Comune, si chiede di porre in essere misure atte a contemplare, nelle linee guida operative degli uffici anagrafe, la registrazione anagrafica dei richiedenti asilo e protezione umanitaria, e la contestuale facoltà di rilascio della carta d’identità

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