PALERMO. Gestivano appalti milionari sulla sanità ma sono stati scoperti da una maxi operazione della Guardia di finanza di Palermo, denominata “Sorella Sanità”, che ha messo in luce un sistema di mazzette attorno a quattro appalti della sanità siciliana, arrestando 10 soggetti su delega della Procura della Repubblica di Palermo, a vario titolo indagati per corruzione, per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti. Fra questi c’è anche Antonio Candela, (55 anni) attuale Coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19 in Sicilia ed ex manager dell’Asp 6 di Palermo, che per anni ha vissuto sotto scorta dopo aver denunciato affari e tangenti nella sanità siciliana, rendendosi protagonista di numerose iniziative per la trasparenza e la legalità.

Adesso è Candela l’accusato, per aver intascato delle mazzette da uno degli impenditori che ha gestito l’appalto, e da stamattina si trova agli arresti domiciliari per aver intascato mazzette del 5% per gli appalti sulla sanità, gare il cui valore complessivo sfiora i 600 milioni di euro. Il quadro che emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta nei confronti dell’ex manager dell’Asp di Palermo non è tuttavia quello di una paladino della legalità ma di una “pessima personalità”, come scrive il Gip nella sua ordinanza. “Ricordati che la sanità è un condominio, io sempre capo condominio rimango”, dice Candela senza sapere di essere intercettato.

Insieme a Candela, altri sette sono finiti ai domiciliari: Giuseppe Taibbi, classe ’73, faccendiere di riferimento per Candela; Francesco Zanzi, classe ’64 di Roma, amministratore delegato della Tecnologie Sanitarie Spa; Roberto Satta, clsse ’70 di Cagliari, responsabile operativo della Tecnologie Sanitarie Spa; Angelo Montinti, classe ’69 di Palermo, responsabile operativo per la Sicilia di Siram Spa e amministratore delegato di Sei Energia scarl); Crescenzo De Stasio, classe ’71 di Napoli, direttore unità business centro sud di Siram Spa; Ivan Turola, classe ’80 di Milano, referente occulto di Ferco Srl; Salvatore Navarra, classe ’73 di Caltanissetta, Presidente del consiglio di amministrazione di Pfe Spa.

In carcere, invece, sono finiti Fabio Damiani, classe ’65 attuale direttore generale dell’Asp 9 di Trapani e Salvatore Manganaro, classe ’76, originario di Agrigento, faccendiere di riferimento per Damiani. Nei confronti di Giovanni Tranquillo, classe ’59 di Catania, referente occulto di Euro&Promoso Spa e di Pfe Spa e di Giuseppe Di Martino, classe ’57, originario di Polizzi Generosa,  ingegnere e membro di commissione di gara, è stata invece applicata la misura del divieto temporaneo di esercitare attività professionali, imprenditoriale e pubblici uffici. Con il medesimo provvedimento il Gip ha disposto il sequestro preventivo di 7 società, con sede in Sicilia e Lombardia, nonché di disponibilità finanziarie per 160 mila euro, quale ammontare allo stato accertato delle tangenti già versate: le tangenti promesse ai pubblici ufficiali raggiungono, però, una cifra pari ad almeno 1,8 milioni di euro.

Le complesse indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria delle fiamme gialle palermitane (svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, videoriprese, esami documentali e dei flussi finanziari) hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un centro di potere composto da faccendieri, imprenditori e pubblici ufficiali infedeli che avrebbero asservito la funzione pubblica agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore della sanità pubblica.

Le articolate fasi del sistema corruttivo ruotavano intorno alle gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall’Asp 6 di Palermo, disvelando le trame sottese all’accaparramento di appalti milionari del settore sanitario siciliano.

Nello specifico sono state analizzate 4 procedure ad evidenza pubblica interessate da condotte di turbativa, aggiudicate a partire dal 2016, il cui valore complessivo sfiora i 600 milioni di euro, aventi come oggetto la gestione e manutenzione apparecchiature elettromedicali, bandita dall’Asp 6 del valore di 17.635.000 euro; i  servizi integrati manutenzione apparecchiature elettromedicali, bandita dalla Cuc del valore di 202.400.000 euro; la fornitura vettori energetici, conduzione e manutenzione impianti tecnologici, bandita dall’Asp 6 del valore di 126.490.000 euro; i servizi di pulizia per gli enti del servizio sanitario regionale, bandita dalla Cuc del valore di 227.686.423 euro.

 

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