Messina è tra le città d’Italia in cui la tassa sui rifiuti costa di più

Solo in nove capoluoghi in tutta la penisola si paga di più per la Tari. La più costosa è Catania, mentre la più economica è Potenza. In Sicilia, inoltre, vi è la percentuale più bassa di raccolta differenziata. In generale, al Sud i rifiuti costano più che al Nord. I grafici che lo spiegano

 

MESSINA. Quanto costa la spazzatura a Messina? Molto. Molto più che nel resto d’Italia, ad eccezione di nove città. Quello dello Stretto è il decimo capoluogo con la tassa per i rifiuti più alta di Italia nel 2019. I messinesi, infatti, pagano in media 419 euro a famiglia, una cifra che cresce dell’1,3% rispetto al 2018.

E’ quanto emerge dall’ultimo osservatorio prezzi e tariffe della onlus “Cittadinanzattiva” che, prendendo come riferimento una casa di circa 100 metri quadrati ed una famiglia composta da tre persone, evidenzia come al Sud la Tari sia in media più alta rispetto al Nord (351 euro nel Mezzogiorno e 258 euro nel Settentrione). Il centro Italia, invece, si colloca nella media nazionale (299 euro).

In Sicilia, la media è di 394 euro, essenzialmente per colpa di Catania, il capoluogo di provincia più costoso non solo della Sicilia ma di tutta la penisola (504 euro), alla quale si contrappone Enna, con la tassa per i rifiuti più bassa della regione (280 euro). La regione con il costo medio più alto, inoltre, è la Campania (421 euro). Al comune etneo, dove c’è stato un incremento del 15,9% rispetto al 2018, seguono Cagliari (490) e Trapani (475 euro, nonostante una riduzione rispetto al 2018 del 16,8%). Poi ancora Benevento, Salerno, Napoli, Reggio Calabria, Siracusa, Agrigento e Messina.

La regione più economica, invece, è il Trentino Alto Adige (circa 190 euro) mentre, emerge ancora dallo studio, i capoluoghi dove i rifiuti costano meno sono Potenza (121 euro), Udine (167) e Belluno (168). Seguono Pordenone, Vibo Valentia, Isernia, Bolzano, Brescia, Verona, Trento e Cremona, queste ultime due a pari merito con 195 euro.

Rispetto all’anno scorso la media nazionale del prezzo per i rifiuti si è alzata appena dello 0,3%. In Sicilia l’aumento è stato dell’1,3%, proprio perché all’incremento di Catania va sottratta la riduzione di Trapani. Nel frattempo, nella regione più a Sud di Italia c’è la percentuale più alta di famiglie che ritiene di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti, ovvero l’83,4%, in confronto ad una media nazionale che sta al 68,2%, che comunque sono più di una famiglia su tre.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, infine, la Sicilia registra ancora una volta la percentuale più bassa, ovvero minore del 30%, e le città più indietro sono Agrigento, Siracusa e Catania con circa l’8% (Messina è molto oltre il 20%) . Del Sud Italia, comprese le isole, la regione con la percentuale di raccolta differenziata più alta è la Sardegna: maggiore del 60%; la media nazionale, invece, si attesta per il 55,5%. Non sono ancora stati pubblicati i dati 2019 sulla raccolta differenziata provincia per provincia.

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