Cinque ragioni per riqualificare Piazza del Popolo

Dalla cornice dei portici all'anima al contempo popolare, multietnica e un po' bohémien: ecco come uno dei luoghi più sottovalutati di Messina potrebbe acquistare un'identità visiva e funzionale. Nel segno dei giovani, della cultura e della creatività

 

I portici

 

Insieme a Piazza Castronovo e a Piazza Antonello, Piazza del Popolo è l’unico slargo del centro ad essere circondato interamente da portici: una vera e propria rarità architettonica con potenzialità fino ad ora inespresse. In una città che da sempre ama vivere sotto le stelle e che si incupisce nei giorni di pioggia, le gallerie che abbracciano lo slargo a 360 gradi potrebbero fungere da “cerniera” fra interno ed esterno, offrendo la possibilità di stare all’aperto anche nei giorni di pioggia (senza le brutture di ombrelloni e dehors). L’esempio più immediato è quello di Bologna, che nonostante le temperature ben più rigide ha saputo utilizzare i suoi portici come un “giardino d’inverno” da sfruttare tutto l’anno. Non è però solo una questione di riparo dalle intemperie. Proprio grazie alla loro natura circolare e all’assenza di cesure fisiche, i portici della piazza potrebbero incentivare la socializzazione e l’intrattenimento diffuso, un po’ come avviene ad esempio al mercato Muricello, spostandosi di locale in locale o da attrattiva in attrattiva senza soluzione di continuità.

 

 

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Zio Pippo

Si potrebbe cominciare a chiamare Piazza del popolo col suo vero nome, cioè Piazza Francesco Lo Sardo, primo deputato comunista siciliano, fondatore della Camera del Lavoro di Messina, arrestato per motivi politici nel 1926 e morto nel carcere di Poggioreale nel 1931.