L’ex autorimessa Bisconte destinata alle famiglie nelle baracche, la proposta di Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto

L'immobile di 3700 mq. è di proprietà di Poste Italiane ma, scrivono i consiglieri, qualche anno fa fu messo in vendita. "Vista la vasta superficie si potrebbero ricavare almeno 50 unità abitative di vario taglio"

 

MESSINA. “Se Arsime può tentare di acquisire l’ex Hotel Riviera dalla Città Metropolitana, non vediamo perché non possa fare un tentativo anche con Poste Italiane per acquisire e recuperare l’ex autorimessa di via Polveriera a Bisconte”. E’ questa la proposta del consigliere comunale Libero Gioveni e del consigliere della terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto, che già lo scorso mese di settembre avevano riacceso i riflettori su questa megastruttura abbandonata da decenni dalla superfici e di ben 3700 mq. ripartiti su due piani.

“Avevamo proposto anche altre finalità o destinazioni di questi preziosi spazi – ricordano Gioveni e Cacciotto. Per esempio utilizzarla come parcheggio durante le partite di calcio al Despar Stadium, oppure come centro per la protezione civile, uffici della polizia municipale o per finalità sociali. Ma a questo punto perché non pensare anche di realizzare alloggi visto che la vasta superficie potrebbe ricavare almeno 50 unità abitative di vario taglio?”.

“Ricordiamo – continuano i due consiglieri – che Poste Italiane diversi anni fa tentò di mettere in vendita l’immobile affidando l’onere della trattativa alla società Europa Gestione Immobiliare di Roma, per cui non costa nulla provare ad inserirsi in una trattativa che probabilmente, vista ormai la vetustà del bene, potrebbe risultare conveniente ad entrambi”.

“Comprendiamo bene – concludono i due consiglieri – che, proprio per gli oneri finanziari che graverebbero sull’acquisizione della struttura, l’operazione per un suo riutilizzo non è certamente di facile attuazione, ma le attuali condizioni di degrado esterne ed interne allo stabile per la presenza di materiale nocivo a ridosso di una scuola elementare e di un frequentatissimo campo sportivo, impongono comunque una riflessione da parte sia di Poste Italiane che di Palazzo Zanca, al fine di trovare delle sinergie che, a prescindere dalla futura destinazione della struttura, possano avviare un percorso comune di recupero e, perché no, anche di valorizzazione dell’immobile in una posizione strategica vicino ad uno svincolo autostradale“.

Lascia un commento

avatar
400