Mario Mega si presenta: “Puntiamo ad un porto con i parametri dell’industria 4.0

SI insedia il nuovo presidente dell'Autorità di sistema portuale Messina/Reggio. E punta sull'innovazione, ma anche sulla "conservazione": Confermerò pienamente tutti gli impegni presi dall'Autorità portuale per la zona falcata". I primi problemi che si troverà ad affrontare

 

MESSINA. “Sono un uomo di struttura che per mia esperienza personale ha sempre lavorato in retrovia, svolgendo ruoli apicali ma mai di rappresentatività, ma sono convinto che nessun ente può raggiungere risultati significativi se non può contare su una struttura operativa all’altezza”. Le prime parole di Mario Mega, dirigente tecnico del servizio infrastrutture, innovazione tecnologica e pianificazione strategica dell’autorità portuale di Bari, componente del Comitato tecnico di Assoporti, e da qualche giorno freschissimo presidente dell’Autorità di sistema Messina/Reggio, sono per la sua “squadra”. Le seconde, di apprezzamento per il predecessore Antonino De Simone, “che ha operato bene e nell’interesse della città. da parte mia assicurerò la continuità amministrativa, ma proverò a creare delle novità, innovare, modificare e inserire nuovi elementi, sia nel metodo che negli obiettivi della sedicesima autorità portuale nazionale”.

Il nuovo presidente dell’Autorità di sistema si presenta alla città: di poche e misurate parole (tranne quando scende nel tecnico, ambìto in cui si sbizzarrisce in dettagli), non si sbilancia troppo sulle prospettive, ma le strategie le ha bene in mente: “Farò molta innovazione, sia dal punto di vista dei processi  che dei servizi che devono messere messi a disposizione di armatori e passeggeri: servizi fortemente evoluti dal punto di vista tecnologico, che possano essere appetibili per eventuali investitori, anche il vista delle Zes”. Non solo porti, ma anche i “retroporti”. “Nessuno investe in un’area in cui, a parte gli incentivi economici, si trovasse a dover fare fronte a risposte che arrivano in maniera tradizionale. Puntiamo a porti moderni, evoluti e pronti a dialogare con i parametri dell’industria 4.0”, spiega.

Che fine faranno i progetti approvati in questi anni? “Confermerò pienamente tutti gli impegni presi dall’Autorità portuale per la zona falcata. Avrò l’onere di intercettare risorse per la fase di bonifica. E’ meritorio quanto fatto fino ad ora, ma potremo dire di aver risolto il problema quando quelle zone saranno utilizzate per nuove funzioni. Ho confermato al sindaco Cateno De Luca che continuerò su questa strada”.

Dal punto di vista del rapporto con tutto quello che ruota attorno al porto, formale e informale, Mega si è già portato avanti: “Ho incontrato i rappresentanti degli armatori e dei lavoratori del porto, anche se in maniera informale – informa -Già per la riunione del 14 ho ritenuto di invitare a partecipare al comitato portuale (che è scaduto con la soppressione dell’Autorità portuale di Messina) i rappresentanti delle istituzioni politiche calabresi: dal punto di vista formale non avranno diritto di voto, ma l’autorità di sistema ha bisogno di dialogare tutta insieme, non è più appannaggio della sola rappresentanza siciliana ma deve essere allargato”.

Un “grattacapo” arriva sul piano regolatore portuale, che sembrava arrivato al traguardo dopo un decennio: “Adesso dovremo confrontarci con una giurisdizione superiore, il piano regolatore di autorità di sistema. Condividere cioè soluzioni di mobilità e trasportistiche, le Zes…”

Il secondo grattacapo lo preoccupa di meno: “La sede a Gioia Tauro? Non è una situazione ottimale per affrontare le problematiche dello Stretto”, ha tagliato corto sul riporto con cui la giunta regionale della Calabria ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge che prevede l’istituzione dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, ricomprendente i porti di Messina, Milazzo, Tremestieri, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, a danno dell’ipotesi di “governance” a Gioia Tauro.

 

 

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