Servizio integrato bus – treno, arriva l’ok dall’Ars per impegnare il governo a reperire le risorse

Le somme saranno ricavate dalle penali applicate a Trenitalia per inadempienze contrattuali, si legge nell'ordine del giorno presentato dal deputato regionale Franco De Domenico, approvato dall'Assemblea regionale siciliana

 

MESSINA. “Finalmente arriva all’Ars l’annosa questione della ferrovia Giampilieri – Messina. In questi anni solo chiacchiere e proclami mentre la migliore infrastruttura ferroviaria del territorio messinese è sprofondata nel degrado. Prendiamo atto con estremo favore dell’ordine del giorno presentato dall’onorevole Franco De Domenico del Pd, sottoscritto dalla deputazione messinese e approvato all’Ars perché finalizzato a reperire risorse concrete per avviare il tanto decantato servizio integrato bus – treno di Metroferrovia a Messina“. Così affermano Carmelo Garufi e Michele Barresi, segretari generali di Filt Cgil e Uiltrasporti Messina.

“Dopo oltre 10 anni di chiacchiere è palese l’incapacità delle amministrazioni cittadine succedutesi nel presentare progetti credibili e rivendicare le necessarie risorse per l’integrazione tariffaria del servizio, tanto che recentemente, come denunciato dal sindacato, abbiamo subito il taglio di circa metà delle corse treno da Giampilieri a Messina rimaste sempre tristemente deserte”.

“Anche l’amministratore De Luca, dopo le precedenti, fino all’attuale nuovo piano esercizio Atm in vigore, non ha saputo fornire una reale integrazione con il servizio bus nelle fermate a sud della Metroferrovia e le ripetute interlocuzioni con l’assessorato regionale non hanno portato le necessarie risorse per la realizzazione di un biglietto integrato bus-treno che per essere appetibile e utile all’utenza non può superare i 2 euro per andata e ritorno dalla zona sud, contro gli attuali 7 euro richiesti“, spiegano i sindacati.

“Nei mesi scorsi ho presentato una interpellanza urgente all’assessore Regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Marco Falcone per affrontare la questione del dimezzamento delle corse del servizio di metroferrovia della nostra città”, ha infatti scritto in un comunicato il deputato all’Ars del Pd, evidenziando come, a fronte dei significativi livelli di efficienza del servizio di collegamento urbano in oggetto, questo risulta scarsamente utilizzato dall’utenza.

“Ciò scaturisce da due motivi: innanzitutto perché privo di un sistema di raccordo con il servizio di mobilità urbana erogato dall’Azienda Trasporti di Messina (Atm) che, viceversa, risulta ingiustificatamente sovrapposto nel percorso e, secondariamente, ma non meno importante, in ragione della onerosità del prezzo del biglietto, che potrebbe essere eliminata attribuendo al sistema tariffario della metroferrovia di Messina le medesime agevolazioni tariffarie previste per l’area urbana di Palermo.

“Nell’interpellanza chiedevo – continua De Domenico – che venisse rispettato il contratto di servizio, considerato che il settore della mobilità rappresenta uno degli ambiti di maggiore importanza in relazione al tema della vivibilità e della sostenibilità ambientale dei contesti urbani. La Città di Messina, infattti, necessiterebbe, non di una riduzione degli investimenti, bensì di una più razionale ed efficiente organizzazione dei servizi, con l’immediato ripristino delle 28 corse, ridotte a 14, ma anche una fattiva collaborazione tra i diversi attori del Tpl, (Regione, Consiglio Comunale, Sindaco, Atm, Trenitalia e parti sociali), al fine di ottimizzare le risorse”.

“Mi sono attivato per individuare risorse utili allo scopo ed è emerso che la Regione ha applicato penali a Trenitalia per inadempienze contrattuali per oltre un milione di euro, ed ho condiviso questa mia valutazione con l’assessore Falcone. Sulla base di queste informazioni, a conclusione dei lavori del collegato alla finanziaria, ieri sera ho presentato un ordine del giorno con il quale si ‘impegna il Governo a destinare alla realizzazione di un piano di intermodalità e di integrazione tariffaria tra i servizi dell’Azienda Trasporti di Messina e quelli della metroferrovia, le somme ricavate dalle penali applicate alle aziende del Gruppo Ferrovie dello Stato, in seguito ad inadempienze relative a quanto stabilito dal contratto di servizio’ “.

“Sono sicuro che questa soluzione possa risultare decisiva per risolvere la questione e mettere a frutto i 50 milioni, spesi per realizzare la Metroferrovia, con le stazioni e i parcheggi, che costituisce una delle poche infrastrutture realizzate nella nostra città negli ultimi anni e che rischia di marcire per l’inerzia di chi avrebbe dovuto occuparsi per renderla utile ed efficiente per la nostra comunità”, conclude De Domenico.

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