La playlist di Gregorio Parisi per sopravvivere al lunedì

Dice che vogliono fare votare i sedicenni. Apriti cielo! ‘Sti ragazzacci che non sanno niente di educazione civica, di politica, di economia potrebbero dire la loro. Ma la colpa è di Greta, di quei giovani che stanno emergendo nel quadro mondiale. La colpa è loro. Direte voi, quindi: perché ne stai parlando tu, che sedici anni li hai compiuti con l’Italia ancora tre volte campione del mondo, e perché lo fai in una rubrica musicale? No, in realtà non lo direte, perché lo sapete: siamo qui per parlare di cultura, di società, di politica e di musica. È il ruolo sociale che ci siamo autoimposti e quindi oggi vi spiego perché il problema non è il voto o meno ai sedicenni, ma tutto il contesto attorno. E lo faccio nel modo più semplice e diretto possibile, con cinque brani che vi apriranno (spero) un mondo, o che vi daranno qualche visione diversa. A meno che non la pensiate come me, e allora sarebbero cinque brani che potrebbero darvi ragione.

The Night Skinny – .Rosso (feat Madame e Rkomi)

L’idea di base per partire con il tema odierno nasce da questo brano: Madame ha cominciato ad avere visibilità ad anni 16, è una classe 2002 e a me piace. Piace pur avendola scoperta per puro caso (non sono più il cacciatore di un tempo), ascoltando il consiglio di non sottovalutare quella Sciccherie che andava tantissimo qualche mesetto fa. Recentemente Night Skinny, produttore a dir poco borderline della scena rap italiana, l’ha chiamata nel suo Mattoni per fare anche questo pezzone con Rkomi (attacco clamoroso il suo quel “Ricordami di non dimenticarti”). Madame ha una capacità di scrittura unica, un talento puro nell’accostare figure di varia età, da Furia cavallo del west a Masha & Orso, senza necessità di fingersi più grande di quel che effettivamente è. Di questa ragazza sentiremo parlare tantissimo, spero.

Roberto Angelini – 12 anni

La parte più pericolosa di crescere è voler tornare bambini. Sicuramente vi è stato detto da qualcuno “ah, che belli i tempi della scuola”. Stronzate, e se permettete col botto: i tempi della scuola non sono necessariamente belli, può mancare la compagnia dei tempi (ci sta), ma non un ambiente che, specie con le modifiche che tendono ulteriormente a peggiorare un qualcosa di per sé imperfetto, non aiuta a formarsi. Ecco, il voto ai sedicenni si potrebbe concedere dando nuovamente lezioni di educazione civica, formando cittadini con la tendenza espressa bene da Roberto Angelini in questa 12 anni: voler tornare piccoli solo per ricordarsi com’era non avere mai paura, consapevoli che il mondo non sarà mai più grande di noi.

As Animals – All I need

Se qualcuno mi chiedesse qual è uno dei più grandi misteri musicali del ventunesimo secolo io risponderei con due parole: As Animals. Anni fa I see ghost (Ghost gunfighters) ebbe un grandissimo successo, anche se il disco non ebbe il medesimo riscontro non sono mai riuscito a spiegarmi perché sparirono nel nulla, non considerati praticamente da nessuno. Dopo circa un lustro di oblio (tranne che su LetteraEmme, perché ne parlammo qualche mese fa), rieccoli con due singoli in questo 2019 che spero possa davvero essere per loro un bel trampolino di rilancio, perché sono bravi, hanno talento e le loro trame armoniche sono fresche senza dover strizzare l’occhio ad alcuna moda. Eleganti senza dover scendere a compromessi. Se si candidassero, il me sedicenne li voterebbe.

The Smiths – Half A Person

Quando Morrissey era ancora una persona degna di stima, scriveva canzoni con un senso. Gli si voleva bene, a Moz, perché era bravo a riportare in musica la sua storia triste, goffa e impacciata, le sue relazioni desiderate e spesso non di successo. Qui, in Half a person, ci racconta in modo didascalico “the story of my life”, con lui che si definisce sedicenne, maldestro e timido, qualcosa da cui prima o poi passano tutti. In un’epoca in cui sta crescendo una paura sociale di un sottobosco nato su internet (proprio in questi giorni si parla nel mondo di paragonare anche a livello legislativo il fenomeno incel al terrorismo, scelta potenzialmente molto saggia), è doveroso ricordare che le difficoltà le hanno tutti, probabilmente le ha avute anche Leonardo DiCaprio. E non tutti i sedicenni, per fortuna, sono uguali.

Pearl Jam – Better man

Che facevate voi a 15 o 16 anni? Io ero a scuola, non avevo molta voglia di studiare né particolare interesse per le relazioni sociali. Mi piaceva uscire ma fino a un certo punto, era il periodo in cui stavo iniziando a conoscere la musica e volevo sfruttare il mio tempo libero per approfondire questo concetto. Non desideravo molto altro, volevo conoscere gli artisti che stavo incontrando lungo un percorso che col senno di poi posso riconoscere fortunatamente come infinito. Ecco, questo facevo io a 15 o 16 anni; dall’altra parte del mondo, invece, un ragazzino nei suoi 15 anni scriveva uno dei brani più potenti che siano mai stati concepiti. Un brano che parla di una donna costretta in una relazione difficile, tossica si direbbe oggi, in cui lei è convinta di non meritare molto altro dalla vita. Una canzone che sembra ripercorrere in parte la sua infanzia, una famiglia complicata, una vita strana. Un quindicenne ha scritto questa canzone mentre tanti cinquantenni credono che la terra sia piatta: le conclusioni, a questo punto, potete trarle voi da soli.

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