Ferragosto di sangue a Ucrìa, ecco i nomi di tutti gli indagati

Il duplice omicidio consumatosi in una notte di festa per il paesino nebroideo e in seguito ad una lite per un banale parcheggio, dopo l'immediato arresto del macellaio paternese Salvatore Russo reo di aver sparato ai Contiguglia, vede ora altri cinque nomi iscritti nel registro degli indagati

 

MESSINA. Dopo l’immediato arresto da parte dei Carabinieri della Stazione di Patti di Salvatore Russo, sono proseguite le indagini da parte degli investigatori per completare il puzzle sul Ferragosto di sangue ad Ucrìa. La ricostruzione degli investigatori ha di fatto confermato sin dal primo momento che ad aver impugnato la pistola uccidendo Antonino e Fabrizio Contiguglia, fosse stato il macellaio 29enne originario di Paternò.

Lo stesso Russo è anche accusato del tentato omicidio del terzo uomo, Salvatore Contiguglia, operato poi al Papardo di Messina e presente sul posto per una spedizione punitiva organizzata nei confronti di Russo e la sua famiglia, rei di essersi impossessati in modo illegittimo di un parcheggio al centro del paesino.

Se Russo ha più volte confermato la tesi della legittima difesa per aver esploso a bruciapelo i colpi di calibro 7,65 contro i Contiguglia, gli investigatori hanno scavato più a fondo per rintracciare tutti i responsabili coinvolti in quella notte e iscriverli nel registro degli indagati.

Tra questi il cognato di Russo, Daniele Balsamo di 38 anni, da subito rintracciato dai militari dell’Arma, che si trovava con lui in quel momento e che probabilmente sarebbe stato il vero obiettivo della spedizione punitiva dei Contiguglia.

Ma stando a quanto ricostruito e ipotizzato dal magistrato, sul fronte dei Contiguglia il quadro sarebbe più articolato. Ci sarebbero infatti altri quattro indagati tra di loro: Giovanni Santino Contiguglia, 68 anni, Davide Contiguglia, 35 anni, Vittorio Contiguglia, 55 anni, e Salvatore Contiguglia, 43 anni. Sono a vario titolo accusati di estorsione, violenza privata e di “morte o lesioni come conseguenza di altro reato”. A carico invece del solo Vittorio Contiguglia è stato ipotizzato anche il reato di minaccia.

Il mandante della lite sfociata poi in duplice omicidio sarebbe stato Santino Contiguglia, il capofamiglia; gli altri Contiguglia coinvolti sarebbero invece stati gli esecutori materiali.

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