Ferragosto di qua dal Faro (Mezzogiorno è di fuoco)

Uno sguardo al fascino nascosto di uno scorcio di Stretto, con i suoi simboli divenuti famosi per un parcheggio, e il suo creatore salito alla ribalta per un... ponte crollato. Un anno fa

 

Mezzogiorno è di fuoco.  Le due torri Brutaliste affrontano come Alfieri duellanti il traliccio Pilone attraversato dall’aria calda, dai venti di maestrale di scirocco e di tutte le altre posizioni.

Le torri stanno dritte in piedi come due periscopi usate dal corpo disteso di Mazinga Robot. Di fronte c’è il corpo ferroso reticolare con le antenne e l’aspetto ingenuo di uno spaesato Yuppi Du. In mezzo terre piene di costruzioni e cubature sbriciolate, dietro acqua salata di pantani e boe di polietilene, davanti acqua dello Stretto e correnti lamellari scorrono cronometrate su e giù sugli sfondi di Aspri Monti.

Le ex torri di tesatura dei cavi progettate da Riccardo Morandi tra il 1953 e il 1956 non hanno nessun vincolo o dichiarazione di interesse architettonico, la loro alterità è l’unica sfida alla dimenticanza. A Mezz’agosto Mezzogiorno è di fuoco in un frequentato parcheggio nato in un grande campo arso che ha sospeso e teso pure l’attesa di nuovi usi degli edifici.

Riccardo Morandi ha costruito tante macchine edificate e civili di questo paese ma è diventato noto e popolare solo per il terribile crollo del ponte di Genova.

Buon ferro e buone ferie di Agosto a tutti.

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