Messina, il primo approdo dei turisti in città è una discarica a cielo aperto. Le foto

Il viale Giostra e tutte le zone limitrofe sono prigioniere ormai da anni di incivili che smaltiscono i propri arredamenti gettandoli sul ciglio della strada. Frigoriferi e scarti di appartamenti sono ad oggi la cornice in cui il sindaco vorrebbe riportare il locale mercato rionale

 

MESSINA. Suppellettili abbandonati in ogni dove, raccolti da MessinaServizi Bene Comune e nottetempo sostituiti dagli arredamenti in disuso di altre abitazioni del luogo. È questo il triste scenario con cui sono costretti a convivere gli abitanti del viale Giostra, della via Palermo e di tutte le zone limitrofe da anni.

Uno spettacolo indegno di una città che punta entro l’autunno a raggiungere il 65% nella corsa alla differenziata e che incontrerà non pochi problemi nell’attuazione del programma proposto dall’amministrazione di Cateno De Luca in zone in cui vige totale inciviltà e senso di impunità.

Gli sforzi da parte dell’Amministrazione e di MessinaServizi Bene Comune nel voler combattere i fenomeni di abbandono dei suppellettili, tra cui le multe per il conferimento fuori orario e per l’errato smaltimento degli ingombranti, sembra non abbiano sortito effetto per gli abitanti della zona.

Uno smaltimento addirittura gratuito e prenotabile con una semplice telefonata che comunque non pare far gola a chi vive nel quartiere. Tanto più ci si addentra in vicoli abbandonati da Dio, dove le parole “derattizzazione” e “disinfestazione” non sembrano neppure essere mai state presenti nel vocabolario locale.

Frigoriferi, sedie e materassi, armadi, mensole, cucine, poltrone, letti, tavoli, scarpiere, porte, comodini, vestiti e televisori. Quasi da arredare almeno un paio di appartamenti, in barba al mercatino dell’usato. Il tutto ricoperto da immondizia in abbondanza e odori nauseabondi che le alte temperature di questi giorni hanno ulteriormente accentuato. Uno scenario che peggiora procedendo da mare verso monte e fino a raggiungere la zona di San Michele.

Una querelle che nelle scorse settimane ha visto un duro botta e risposta via Facebook tra il primo cittadino e Ivan Cutè, il presidente della V Circoscrizione che ha sede proprio in una traversa del viale Giostra. Un botta e risposta nel quale presidente e consiglieri locali hanno più volte richiesto l’intervento dell’Amministrazione per porre rimedio ad una situazione che rischia di degenerare.

Un esempio pratico di teoria delle finestre rotte in un quartiere in cui il degrado e il senso di abbandono e di distanza da stanze dei bottoni ed istituzioni tendono ad aumentare di anno in anno. E dove neppure la promessa dell’installazione di fotocellule per il controllo delle discariche improvvisate da parte di De Luca ha spinto i trasgressori a desistere. Fino ad accatastare decine e decine di suppellettili a pochi metri dall’ingresso e dalle telecamere della sede dell’AMAM in pieno giorno.

Lo scorso 30 giugno, in occasione della festa della patrona di Giostra, Maria Ausiliatrice, la rotonda che insiste sull’isolato 13 è stata oggetto di una pulizia straordinaria con il ritiro di tutti i suppellettili presenti. Gli stessi che, insieme a banconi adibiti alla vendita, sono riapparsi pochi giorni dopo alla stesse latitudini. Dove il sindaco non ha però sentito l’esigenza di effettuare uno dei suoi blitz. E a qualche centinaio di metri di distanza dalla zona nella quale lo stesso De Luca vorrebbe riportare in strada il locale mercato rionale.

Uno scenario sotto gli occhi di migliaia di turisti che proprio sul viale Giostra affrontano il loro primo approdo in città provenendo dagli imbarcaderi privati del viale della Libertà. Turisti costretti a percorrere e ad osservare, in entrambi in sensi di marcia, l’unico panorama che Messina ha da offrire in entrata e in uscita dagli svincoli autostradali di Giostra. Prima, presumibilmente, di non rimettere più piede in città.

 

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