Cinque tormentoni estivi (che vorremmo diventassero tali)

La selezione dei brani che auspicabilmente dovrebbero far ballare tutti durante la bella stagione, mediando trae ritmi danzerecci, melodie orecchiabili ed una certa qualità, senza che una vada a scapito dell'altra (ma già sappiamo che non sarà così). Di Alfredo Reni

 

Dice: fai un pezzo sui 5 tormentoni estivi? Eh, ma mica è semplice.

Una volta, la canzone o le canzoni che avrebbero fatto da colonna sonora sotto il solleone erano facili da individuare perché li trovavi nei giusti spazi: c’era Il Disco per l’estate e poi il Festivalbar. E avevano spesso e volentieri ritmi latini e qualche parola in spagnolo che faceva tanto spiaggia di Acapulco. Cominciarono i Los Marcellos Ferial, Edoardo Vianello con l’inno delle pinne il fucile e gli occhiali, ma anche La Isla bonita di Madonna e l’imperativo Vamos a la playa dei Righeira.

Però c’era anche altro: ci fu Eamon con Fuck it o gli Snap di I’ve got the power. Le prime avvisaglie arrivarono con Danza Kuduro e una cosa che nel ritornello faceva Che Chere Re Che Che. Adesso il tormentone estivo parte sempre prima, quasi in omaggio a Paolo Conte quando cantava “cerco l’estate tutto l’anno” (Azzurro, ricordate?). Già a gennaio Coez ci diceva “oggi voglio andare al mare” e subito dopo tal Pedro Capò che latineggiava Calma con tanto di video in spiaggia e con accanto addirittura Alicia Keys.

In Italia il tormentone estivo è diventata una vera e propria fabbrica che sforna reggaettoni al ritmo di uno a settimana 12 mesi su 12 senza fermarsi mai, manco fossimo una colonia di Portorico. Come individuarne solo 5? Sono tutti uguali e basterebbe citarne uno per tutti. Ma la consegna è 5, non uno di meno non uno di più. Proviamoci ma a modo nostro. Proviamo ad elencare i 5 tormentoni che ci piacerebbe diventassero tali

 

AVICII – SOS

Il dj svedese Avicii è andato via troppo presto, appena 28 anni.  Ed in pochissimi anni il suo suono, da alcuni definito “folktronic” rivoluzionò la dance della prima decade dei 2000. La portò ad un altro Level, parafrasando la sua hit più famosa, autentico brano culto per la generazione 2K. Mischiava Etta James e gospel sulle sonorità EDM, guadagnandosi la stima di artisti come Daft Punk, Nile Rodgers, Coldplay. SOS è un pezzo postumo affidato alla grande voce di Aloe Blacc (già con lui in Wake me up) e ce lo fa rimpiangere moltissimo

 

Ed Sheeran, PnB Rock, Chance the Rapper – Cross me

 

Il ragazzo d’oro del pop mondiale sta per tornare con un nuovo album, No.6 Collaborations Project, una raccolta di duetti o terzetti come in questo brano. Il rosso Ed ha la fama dell’essere più dolce del pianeta, Chance the rapper è il “miglior umano di Chicago, mentre PnB Rock viene definito il miglior crooner di Philadelphia. Il risultato ovvio (date queste premesse) è un disco che possiamo definire come “carino”

Logic – Bohemian trapsody

Lo dico subito: questo è il mio preferito. Logic, all’anagrafe Robert Bryson Hall muove i suoi primi passi nel rap, poi il successo con “1-800-273-8255”, un brano a supporto della Associazione Anericana per la prevenzione ai suicidi (il titolo non è altro che il numero verde dell’associazione), con cui arriva al n.1 e vince due Grammy. Il nuovo disco è una decisa virata verso il rock ed il titolo è un omaggio al capolavoro dei Queen perché ne imita l’andamento: 6 minuti 6 in cui ritmo e tempo variano fino all’accenno elettronico con rap nel finale. Trapsody appunto. Cliccate play ed ascoltatelo fino in fondo

 

Gue Pequeno feat Lazza – Montenapo

Montenapo è la celebre via Montenapoleone a Milano, definita la strada più cara del mondo. Gue Pequeno, già Club Dogo elenca in rima, insieme a Lozzo, tutta una serie di marchi, come nella migliore tradizione rap: Moncler Chanel Givenchy “e la sua tipa lo adora perché ha più marchi della vecchia in Gomorra”. Il brano è giocato sul campione di una hit anni 90 “Gipsy woman” di Crystal Waters, e questo rende il brano familiare e accattivante fin dalla prima nota. Con lui il giovane rapper milanese Lazza

 

Madonna feat Maluma – Medellin

Madame Ciccone è tornata con un album che ha spiazzato, in senso positivo, fans e critica. Un disco in cui spazia dal portoghese fado, ai ritmi caraibici , al funk e al pop. Non la si può accusare di adeguarsi alle mode latine del momento, perché fu lei a introdurre certi ritmi 30 anni fa con La Isla Bonita. A dispetto dell’età, ha fatto un disco estremamente moderno e pieno di nuovi suoni, quello che fanno e sanno fare gli artisti veri. Con lei in questo  Medellin, la star latina Maluma

 

 

Abbiamo scartato i tormentoni dal successo scontato, perché non è  bello vincere facile. Diamo già per vincenti Baby K con Playa, la comitiva guidata da Charlie Charles (with Dardust) con Sfera Ebbasta, Mahmood & Fabri Fibra con Calipso, il trio (o quartetto?) Takagi & Ketra, OMI e Giusy Ferreri con Jambo, The Kolors & Elodie con Pensare male, l’eterno zio J Ax con Ostia lido.

Per finire, una cosa uscita un anno fa: il rischio è dietro l’angolo, ma vi auguriamo che vi vada decisamente meglio: cliccate sul link per ascoltare cosa racconta Salmo e buona estate

 

 

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