Eternit a Portella Arena, Russo chiede l’intervento di De Luca

Il consigliere comunale chiede con urgenza la rimozione del materiale e la sorveglianza nell'area dell'ex discarica, oggi diventata territorio di abusivi e speculatori

MESSINA. Il consigliere comunale chiede con un’interrogazione urgente al primo cittadino la rimozione del materiale e la sorveglianza nell’area dell’ex discarica, oggi diventata territorio di abusivi e speculatori.

La chiusura dell’ex discarica di Messina di Portella Arena non ha scoraggiato gli abusivi e gli speculatori che confluiscono ancora in quel sito materiale che andrebbe smaltito con procedure controllate da parte di ditte specializzate.

Nel corso di una visita con una deputazione del Senato della Repubblica nello spazio interno e circostante alla ex struttura fortilizia umbertina denominata “Forte Crispi” che investe all’interno di Portella Arena, Russo ha ravvisato serbatoi, lastre di copertura tetti, onduline e numerosi altri spezzoni di eternit di derivazione incerta collocati lungo tutto il percorso di accesso alla struttura abbandonata e attorno alla stessa.

La vasta presenza di eternit rappresenta una bomba ad orologeria per il territorio in cui insiste l’ex discarica, soprattutto perché le particelle cancerogene contenute al suo interno fuoriescono dal materiale proprio a causa dell’usura a cui è sottoposto lo stesso.

Il materiale lì abbandonato suggerisce inoltre che l’attività di smaltimento irregolare e abusivo di tale materiale continui regolarmente da parte di privati, ditte od organizzazioni che approfittano della lontananza dal centro urbano e della assenza di controllo del territorio, soprattutto nelle ore notturne.

Per queste ragioni, ma anche per fermare gli improvvisati che continuano a danneggiare l’ambiente con un atteggiamento privo di scrupoli, il consigliere comunale Russo chiede l’intervento immediato da parte del Comune di Messina e del sindaco De Luca.

“Il sindaco è, per ragione di legge, la massima autorità sanitaria sul territorio comunale, e in quanto tale deve predisporre azioni e interventi conseguenti finalizzati alla tutela della salute della comunità, vista l’ingente quantità di eternit in un’area già sancita come a forte rischio ecologico e idrogeologico”, conclude Russo.

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