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Scontro Cateno De Luca – Consiglio comunale, Ora Messina: “Pronti a nuove elezioni”

I consiglieri comunali di centro destra: "Respingiamo con forza l’atteggiamento del primo cittadino. Deve mostrare rispetto reale nei confronti dell’unico organo di garanzia cittadino, che non è lì per assecondare supinamente i voleri dell’amministrazione"

 

MESSINA. “I consiglieri comunali di Ora Messina scelgono la linea dell’intransigenza di fronte all’ennesimo scadente scontro istituzionale che mortifica la città di Messina. Respingiamo con forza l’atteggiamento del primo cittadino. Cateno De Luca deve mostrare rispetto reale nei confronti dell’unico organo di garanzia cittadino, il consiglio comunale non è lì per assecondare supinamente i voleri dell’amministrazione”. Così affermano Nicoletta D’Angelo, Giandomenico La Fauci e Francesco Pagano, consiglieri di centro destra, la cui lista è una costola di Forza Italia.

“Riteniamo questo comportamento fortemente insultante del giudizio popolare, una città che si espressa alle urne in maniera frammentaria ma che pretende che ogni sua parte incida senza ricatti sul futuro cittadino. Gli ultimi fatti accaduti in aula – ricorda il gruppo di Ora Messina – rappresentano qualcosa di inaccettabile. Emendamenti discussi, votati in commissione, discussi in consiglio rimandati nel tempo poi ritirati, poi nuovamente prelevati, un gioco delle tre carte che rallenta ogni iter e serve solo a scontri ormai ridicoli. L’amministrazione impari l’arte del dialogo, la soluzione sennò sarà solo una: tutti a casa“.

“Non ci sono mezzi termini nella posizione di Ora Messina – si legge in una nota – il gruppo rappresentativo del centro-destra non ammetterà più comportamenti del genere: il chiacchiericcio e le polemiche da salotto non ci appartengono quelle che contano sono le scelte dell’aula positive per la città. Inaccettabile la critica verso quella parte del  consiglio che ha responsabilmente votato gli atti più delicati per il futuro di Messina. Le lunghe nottate che hanno condotto al Salva Messina o lo studio dei bilanci non possono essere dimenticate, perché il bene della città è stato sempre al primo posto nelle giornate di votazione. Oggi si torna a minacciare le dimissioni, quasi un capriccio, ma il messaggio che De Luca vuol fare passare non è accettato: o così o niente; caro sindaco, allora niente”.

“La possibilità di tornare alle urne non ci spaventa, anzi ci stimola. Ci rivolgiamo anche ai colleghi consiglieri – puntualizza Ora Messina – che in questi giorni stanno polemizzando con il primo cittadino. Conosciamo la legge sulla sfiducia e siamo impossibilitati ad attuarla, quello che possiamo dichiarare è che saremmo pronti a promuoverla e portarla in aula. Se Messina non è governabile dall’attuale divisione politica allora si vada a casa, tutti e subito”. La normativa regionale sulla sfiducia richiede 24 mesi dall’elezione del sindaco per essere applicata, allo stesso tempo non servirebbe un passo indietro dei singoli consiglieri che porterebbe solo al subentro dei non eletti; per questi motivi la provocazione ricercata dai consiglieri di Ora Messina attende adesso una risposta concreta di colleghi e amministrazione.

“Lo chiediamo chiaramente: siete pronti a tornare alle urne? Il nostro stato d’animo è abbastanza chiaro, ci sentiamo distanti dal resto del consiglio e dall’amministrazione. Il gioco delle minacce non ci appartiene, non ci interessano le liti social. Al M5S che parla di ‘regalo di Natale’ in caso di dimissioni a dicembre di De Luca diciamo che i fatti devono arrivare adesso e non promessi nel tempo. Accogliamo la proposta dei colleghi del centro-sinistra che chiedono al sindaco di dimettersi adesso, ma rilanciamo chiedendo di andare a casa tutti e non solo il sindaco. Provocazione o atto politico non importa, siamo consci – ribadiscono i consiglieri – dei limiti imposti dalla legge ma quello che chiediamo oggi è un gesto per il bene della città. O si trova una via di responsabilità o si chiude, non abbiamo paura delle urne e di chiudere questa avventura che sopravvive su equilibri troppo instabili”.

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