Quanto produce il consiglio comunale, e chi lo frequenta di più (Sorbello, a maggio) e di meno

Per 45mila euro lorde in totale, l'aula ha discusso in 31 commissioni, e votato quindici delibere. Molto meglio del precedente, che due anni fa dopo quarantacinque commissioni non era riuscito a fare di meglio che approvare tre sole delibere. La graduatoria dei consiglieri più assidui. E di quelli più assenti

 

MESSINA. Il consigliere comunale più “assiduo” a maggio? Salvatore Sorbello. Quello meno presente? Biagio Bonfiglio. E in tutto il consiglio comunale messinese è costato quasi 45mila euro lorde. Mese strano, quello di maggio, con i consiglieri impegnati, chi più chi meno, in campagna elettorale per le europee (campagna comunque blanda) eppure molto presenti in aula per consigli e commissioni.

Sorbello (gruppo Misto), per esempio, nonostante una serrata e sfiancante campagna elettorale per Angelo Attaguile della Lega (col suo profilo social che faceva fumo, dalla frequenza col quale lo aggiornava), ha trovato il tempo di recarsi in aula per 34 volte, tante quante Giovanni Scavello (Lega): un record, che gli ha fruttato gettoni di presenza per un totale di poco meno di 1640 euro lorde. Per un soffio Sorbello non è stato raggiunto da Andrea Argento (M5s) e Massimo Rizzo (LiberaMe), con 33 presenze, e da Giovanbattista Caruso (Bramanti sindaco), con 32, Nicoletta D’Angelo e Giandomenico La Fauci (Forza Italia) con 31, Cristina Cannistrà (M5s), Francesco Pagano (FI), Alessandro Russo (LiberaMe) e Libero Gioveni (Pd) con 30. E però tutti hanno guadagnato la stessa somma di Sorbello. Perchè?

Perchè per i trentadue consiglieri comunali la retribuzione è praticamente “a cottimo”. Per loro ogni seduta alla quale partecipano, sia di consiglio comunale che di commissioni consiliari, è retribuita con un gettone di presenza da 56,12 euro lordi. E non possono cumularne più di una trentina, per una somma di 1639 eurotetto massimo mensile che corrisponde a 1/3 dell’indennità di funzione del sindaco Cateno De Luca (che prende uno stipendio mensile lordo da 5.466,19 euro).

I meno assidui dell’aula invece, sono stati Biagio Bonfiglio di Libera Me, con sole 15 presenze (per 841 euro e qualcosa) ), Dino Bramanti (Lega) con 16 presenze e 898 euro, e Felice Calabrò del Pd e Alessandro De Leo di Più Europa con 18 a testa che sommano gettoni di presenza per 1010 euro.

A cosa sono valse tutte queste presenze? Trentuno commissioni effettuate, quindici delibere approvate ed un “question time”: i consiglieri sembrano aver recepito quasi alla lettera la delibera, proposta da De Luca (e poi ritirata, ma adottata da LiberaMe e poi vitata dall’aula), che legava il gettone di presenza alla votazione di un atto in aula.

Si è raggiunto così un livello di produttività piuttosto alto, soprattutto se paragonato a quello del precedente consiglio, molto, molto scarso. Due anni fa esatti, ad aprile 2017, gli allora quaranta consiglieri, discutendone in quarantacinque commissioni non erano riusciti a fare di meglio che cinque sedute di consiglio e tre delibere approvate.

 

 

Lascia un commento

avatar
400