Baracca liberata e rioccupata, De Luca: “Non lo consentiremo”

La casetta, situata a Fondo Fucile, vuota dopo l'assegnazione di un'abitazione alla famiglia. "Nel frattempo - scrive il primo cittadino - qualcuno, ovviamente sconosciuto, ha pensato di sistemarla per andarci ad abitare e rivendere in futuro"

 

MESSINA. Il problema trentennale delle baracche a Messina? Che quando vengono liberate, se non si abbattono, sono immediatamente rioccupate. Già lo sapeva, e ne ha preso ulteriore consapevolezza, con un post sul suo profilo Facebook, il sindaco Cateno De Luca, con riferimento ad un’abitazione abusiva di Fondo Fucile.

“Questa baracca è stata lasciata libera qualche mese fa da una famiglia di Fondo Fucile che ha avuto assegnata una normale abitazione, acquistata con un finanziamento pubblico. Sono state immediatamente avviate le procedure per ottenere le autorizzazioni a smaltire l’amianto utilizzato come tettoia e demolire tutti muri perimetrali”, ma, scrive il primo cittadino, “Nel frattempo qualcuno ha pensato di sistemarla per andarci ad abitare abusivamente e rivendere in futuro una normale abitazione a carico delle casse pubbliche”.

“Ovviamente non abbiamo trovato gli autori dei lavori, né qualcuno li ha mai visti – sottolinea De Luca – Noi stiamo facendo di tutto con le procedure ordinarie (nessuno ha ravvisato i presupposti dell’urgenza al fine di velocizzare i tempi burocratici) per assegnare più immobili possibili, ma nel frattempo non consentiremo la moltiplicazione o clonazione delle baracche”.

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