“Aspettando la bandiera blu”, il progetto pilota per riqualificare Capo Peloro e Santa Margherita

A partire da giugno una serie di interventi su due chilometri di costa per rispondere ai requisiti richiesti al costo di 240 mila euro. Misure pratiche ed erogazione di servizi per garantire a tutti la fruibilità delle aree nel rispetto dell'ambiente

 

MESSINA. Docce ogni cento metri, isole ecologiche, servizio di vigilanza, passerelle in pvc riciclato resistente agli agenti atmosferici, abbattimento delle barriere architettoniche e aree attrezzate per l’assistenza ai portatori di handicap. Queste le prime misure prese dall’Amministrazione comunale per avviare entro febbraio 2020 l’istanza di ottenimento della bandiera blu nella spiaggia di Capo Peloro e in quella di Santa Margherita. I primi interventi partiranno a giugno.

Il progetto pilota “Aspettando la Bandiera blu”, realizzato dagli architetti Francesco Falcone e Giovanni Scipilliti, presentato questa mattina a Palazzo Zanca, dal sindaco Cateno De Luca, dal vicesindaco Salvatore Mondello e dall’Assessore all’ambiente Dafne Musolino, impegnerà diversi dipartimenti e società municipali (Messina Servizi per la raccolta differenziata nelle isole ecologiche, Amam per l’erogazione dell’acqua nelle docce e il Dipartimento lavori pubblici per i servizi ai diversamente abili) che dovranno garantire il buon funzionamento di quella che sarà inizialmente una strategia che dovrebbe portare all’ottenimento dei riconoscimenti per i due archi costieri rilevati.

“Fra 10 giorni conferenza servizi, poi gara, ed entro fine giugno si parte con i lavori“, ha spiegato il vicesindaco. “Gli allacci Amam già ci sono e servono solo due squadre, una a nord, una a sud: in estate c è tutto, per realizzare il tutto servono poche settimane”

L’esito della commissione che rilascerà l’attestato dipenderà innanzitutto dal raggiungimento, entro dicembre, del 65% di raccolta differenziata nel comune di Messina. Un obiettivo che la giunta si è impegnato a realizzare entro luglio. Al costo complessivo di 240 mila euro, dunque, la sperimentazione vuole puntare su fruibiliità e sostenibilità, con l’impegno di essere esteso in futuro anche ad altri tratti.  A queste procedure si affianca anche l’obbligo di iscrizione al Registro comunale dei natanti e imbarcazioni non soggetti all’obbligo di iscrizione al RINA, per le imbarcazioni inferiori ai dieci metri.

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Massimo
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Massimo

Tutto molto interessante, ma prima di scrivere sarebbe bene documentarsi… Cosa sarebbe il RINA? E a quale obbligo di iscrizione fate riferimento?

mm
Editor

Anche prima di commentare sarebbe bene sincerarsi di avere letto. Le risposte alle tue domande sono nel link all’interno dell’articolo (che non hai letto)