Servizi sociali, il centrosinistra mette i puntini sulle “i”. E contrattacca

Sei consiglieri di Pd e LiberaMe spiegano perchè la responsabilità del caos nel settore è dell'amministrazione e non del consiglio, e perchè il ritardo negli stipendi non è dovuto alla bocciatura in aula della variazione di bilancio. E poi attaccano: "Le polemiche dei sindacati sono strumentali, dietro c'è l'amministrazione"

 

MESSINA. “Il consigliere comunale è il politico più stupido che esista, con responsabilità mille volte superiori rispetto al guadagno che ne ha”. E’ con una excusatio non petita che Felice Calabrò introduce, da maestro di cerimonia, la conferenza che spiega i motivi della bocciatura della variazione di bilancio di una settimana fa, manovra politico-contabile che è entrata a gamba tesa su Messina Social City, ed ha suscitato le fortissime proteste della Fiadel, con lavoratori della partecipata convinti che il mancato arrivo degli stipendi fosse da imputare a quella bocciatura (e non è vero).

La tesi dei sei consiglieri di centrosinistra è che le reazioni sono essenzialmente strumentalizzazioni di natura politica. “Anche perchè i lavoratori dovrebbero andare a fare pressioni sul sindaco, sull’amministrazione e sul dirigente che ha creato il problema col contratto di servizio, non con il consiglio comunale”, spiega il presidente della commissione Bilancio Massimo Rizzo. Il riferimento è al contratto di servizio, votato dal consiglio comunale e poi modificato dalla dirigente Loredana Carrara (fatto fortemente stigmatizzato dal segretario generale Rossana Carrubba).

“Questo consiglio è maturo, talmente tanto che nessuno può pensare di indirizzarlo in un modo o nell’altro. Quello che firma lo fa in maniera consapevole e soprattutto in buonafede, tutelando l’interesse della città”, ribadisce Calabrò.

Libero Gioveni ripercorre la vicenda: “In una seduta di commissione bilancio sono emersi gli errori commessi dal dirigente del dipartimento, evidenziati in maniera netta dal segretario generale. DI fronte a delle prese di posizioni forti non abbiamo sentito dire nessuna parola da chi ha iniziato una campagna di strumentalizzazione. E temo che c’entri la vicinanza con l’amministrazione”, chiude con una stoccata.

Più caustico Gaetano Gennaro: “Amministrazione assente da mesi, il sindaco e assessore al Bilancio non viene in aula a “difendersi” le delibere. E’ normale che il consiglio, sulle politiche di bilancio, si esprima in autonomia in base ai suoi convincimenti. Non è normale che non ci sia l’amministrazione, e ci preoccupano le questioni di carattere tecnico”.

Puntualizza di nuovo Massimo Rizzo: “Ribadiamo la libertà del consiglio comunale: non ci facciamo tirare la giacchetta da nessuno”, ribadisce, citando anche, tra le “giacchette tirate”, anche l’esposto presentato da Cambiamo Messina dal basso sulle irregolarità della delibera sulla Tari, e conclude parlando di “irremovibilità nel tutelare la propria reputazione.

Alessandro Russo la butta sul politico: “Questa conferenza dimostra che il centrosinistra c’è. Molti degli errori della giunta sono stati corretti dal consiglio comunale, come la natura giuridica ed il contratto di servizio proprio di Messina Social City. Tutti errori della giunta che tocca all’aula correggere, ma solo in difesa della città e dei lavoratori. Ed è vergognoso che si sia imputato il ritardo nell’erogazione degli stipendi al consiglio comunale”.

Per ultimo interviene Nello Pergolizzi,”reo” di aver chiesto il parere scritto sul contratto di servizio di Messina Social City che ha causato a catena tutti i danni. “La fretta del sindaco nel far partire Messina Social City ha creato tutti i problemi. Prima si sistema la questione del contratto di servizio, poi si parlerà della variazione di bilancio”

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