Quattrocento tatuaggi dedicati a Messina: la storia di Claudio Donia, milanese

Figlio di un padre messinese, il ragazzo ha dedicato il suo corpo alla squadra di calcio e a tutte le tradizioni della città dove non è nato ma a cui è fortemente legato. Sull'ombelico ha anche un tatuaggio della Vara

 

MESSINA. Celebrare l’amore per Messina con ben quattrocento tatuaggi su tutto il corpo. Questa è la storia di Claudio Donia più che un semplice tifoso, una persona che ha reso il suo corpo un vero e proprio simulacro della squadra giallorossa in particolare e della città dello Stretto a cui ha dedicato ogni centimetro della sua pelle. Da quando aveva 17 anni il ragazzo  ha seguito la squadra, in casa e in trasferta, nonostante non sia né nato né vissuto mai in riva allo Stretto, ma figlio di un messinese trapiantato a Rho. Il primo scudetto sul braccio, Claudio, se lo è fatto tatuare all’età di 17 anni.

Ma sul corpo del giovane non figurano soltanto simboli legati alla squadra del cuore. Di questi 195 sono dedicati alla squadra, mentre tutti gli altri sono dedicati alla città di Messina, ai suoi monumenti, ai Santi della città. La storia, che il ragazzo, classe 1975, ha raccontato a sportpeople.net, adesso vuole approdare davanti ai giurati del Guinness World Records.

Sull’ombelico Claudio ha anche una miniatura della Vara. «Fra tutti a questo sono maggiormente legato, lo ritengo il più bello», ha spiegato. Ma è una passione che il milanese non ha soltanto scritto sulla sua pelle.  «Ho infatti  allestito un museo personale in cui ho raccolto 4.876 maglie del Messina e più di 100 gagliardetti dei giallorossi. Per chi volesse visitarlo, anche se solo virtualmente, può farlo attraverso il sito internet http://www.messinaavita.com».

 

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