Città metropolitana, De Luca “blocca” le elezioni, ma Csa e Cgil lo ammoniscono: “Tutela i 95 dipendenti precari”

Il sindaco non convoca i comizi elettorali e conferma lo sciopero dei colleghi con fascia tricolore: "se saremo costretti a dichiarare il dissesto non comprendo perché dobbiamo celebrare queste consultazioni". I sindacati: "un pericoloso passo verso la rescissione dei contratti"

 

MESSINA. Continua imperterrito nella sua protesta per le condizioni finanziarie delle ex province regionali, il sindaco metropolitano Cateno De Luca, ma incassa una dura reprimenda da parte del Csa e della Cgil sulla proroga dei contratti ai precari

“Fallimento delle ex province siciliane: non convoco i comizi elettorali e confermo sciopero dei sindaci”, scrive De Luca, spiegando che “Ieri ho formalizzato il mio netto rifiuto alla celebrazione delle elezioni dei componenti del consiglio della città metropolitana di Messina già programmate per il prossimo 30 giugno: se saremo costretti a dichiarare il dissesto Finanziario non comprendo perché dobbiamo celebrare queste elezioni.

Viene confermato lo sciopero dei 108 sindaci della città metropolitana di Messina per l’1 maggio ore 9:00 con corteo che partirà da piazza Duomo e si concluderà a palazzo della prefettura dove sarà consegnata nelle mani del Prefetto la fascia azzurra di sindaco della città metropolitana.

“Dal 1 maggio non firmerò più atti nella mia qualità di Sindaco della città metropolitana di Messina. Se il governo nazionale ha deciso di far saltare tutte le ex province siciliane provveda anche a nominare dei commissari ad acta che si prendano le denunzie per omissione di intervento che stiamo già subendo per mancanza dei bilanci”, conclude De Luca.

I sindacati Cgil e Csa, però, sono sul piede di guerra, e per questioni meno “prosaiche”: “Giudichiamo un pericoloso passo verso la rescissione dei contratti la proroga di soli due mesi decretata dal Sindaco Metropolitano Cateno De Luca, che fa seguito a quella di quattro mesi adottata a fine 2018. L’atteggiamento della Città Metropolitana è sconcertante: mentre le altre ex province, in analoghe o peggiori condizioni finanziarie, hanno messo in sicurezza i lavoratori fino al 31.12.2019, solo a Messina si assiste ad uno stillicidio di provvedimenti che riteniamo ingiustificato e offensivo nei confronti dei 95 lavoratori. Nel decreto adottato oggi si sollevano infatti dubbi in merito alla copertura finanziaria da parte della Regione (a fronte invece di una specifica dichiarazione pervenuta a Palazzo dei Leoni da parte del competente Dipartimento delle Autonomie Locali nella quale testualmente si legge “sono state fornite ampie assicurazioni agli enti in precarie condizioni finanziarie circa la copertura della spesa delle proroghe”) e si continua a ventilare la possibilità di transito alla famigerata RESAIS che le scriventi OO.SS. hanno sempre osteggiato ed al quale proprio ieri il Consiglio dei Ministri ha posto fine impugnando le relative norme contenute nella legge di bilancio regionale. Un atteggiamento che appare in netto contrasto con la volontà, dichiarata a parole, di garantire il futuro occupazionale dei dipendenti”.

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