Un terzo della costa non è balneabile, ma il mare di Messina è eccellente: lo certifica l’Europa

Su trenta tratti di litorale presi in esame, solo uno a "bollino rosso". Gli altri? "excellent conditions", dice lo studio dell'Agenzia Europea per l'Ambiente “State of bathing waters”. La mappa degli specchi d'acqua presi in considerazione, che premia lo Stretto dal lato peloritano, ma "condanna" la sponda calabrese

 

MESSINA. Lo strano paradosso di Messina, città di paradossi continui, è che su quasi sessanta km di costa, un terzo (oltre 18 km) non sono balneabili, secondo la Regione. Però il suo mare è in “excellent conditions”, e la qualità delle acque risulta “eccellente” in ventisei casi sui trenta presi in considerazione. Lo certifica il monitoraggio della qualità delle acque di balneazione in Italia nell’anno 2018 a cura dell’European Environment Agency (EEA, Agenzia Europea per l’Ambiente), che come ogni anno, rilascia la mappa “State of bathing waters”, che analizza, anche con serie storiche dal 2006 al 2017, lo stato degli specchi di mare di tutta Europa.

Per l’agenzia europea, da Ponte Gallo a Giampilieri, le acque messinesi sono risultate “eccellenti”. Sono invece “buone” a Tremestieri, nel rilevamento di piazzale Imbarcadero dell’approdo a sud (erano “eccellenti dal 2013 al 2016), e “sufficienti” a Vallone Canneto di Mili Marina (dopo essere state “eccellenti” nelle rilevazioni dal 2013 al 2016), e a 50 metri a nord del rilevamento Annunziata, migliorando rispetto agli ultimi due anni in cui erano considerate “di scarsa o insufficiente qualità”.

Unico bollino rosso poco lontano, nella stazione di rilevamento 50 metri a sud dell’ospedale Margherita, dove le acque dal 2013 ad oggi sono considerate di qualità insufficiente. Le rilevazioni, in questo caso, sono perfettamente in linea con quelle della Regione Siciliana, che infatti per le due zone ha interdetto la balneazione. Rispetto alla cartografia regionale, più “conservativa”, secondo l’Agenzia europea per l’ambiente sono di ottima qualità anche le acque che da Palermo avevano segnalato come inquinate, come quelle nei pressi del canale di sbocco del lago piccolo a Faro, e quelle di Acqualadroni, nei pressi del depuratore. Le rilevazioni dell’Agenzia, però, non prendono in considerazione la lunghissima fascia, oltre dieci km, dall’approdo di Tremestieri alla rada San Francesco, probabilmente perchè comunque non balneabile a causa delle attività marittime e portuali.

Il resto? Un tripudio di “bollini blu”, acque giudicate “eccellenti” lungo tutto il litorale, con particolare riferimento alla zona nord, in cui tutti i rilevamenti hanno fornito risultati ottimi, da Pace a Ortoliuzzo. Una serie storica che continua ininterrottamente dal 2013, anno in cui l’agenzia ha iniziato ad effettuare le misurazioni della costa messinese

Se un numero così elevato potrebbe far pensare ad un esame piuttosto all’acqua di rose da parte dell’Agenzia, la controprova è data invece dalla severità con cui l’organismo europeo ha giudicato le acque dello Stretto dalla sponda calabrese: un fiorire di bollini rosse, acque giudicate di “poor quality”, qualità scadente, non solo intorno al porto o alla foce dei torrenti, zone sempre problematiche, ma addirittura in due lidi comunali in centro città.

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La zona del Ringo non è balneabile, perché esiste sotto il distributore agip del torrente San Licandro uno scolo acque di fognatura; che tante volte ho segnalato a tempostretto anche con foto…..ma non succede niente….giocano a scarica barile.( Come dice il detto: intanto che il medico studia l’ammalato va al cimitero !)