Rimozione barche, il M5S: «Creare degli appositi “ricoveri” a costi accessibili»

«Prima di passare alle “maniere forti”, una buona amministrazione dovrebbe essere in grado di proporre delle soluzioni», così il gruppo consiliare pentastellato interviene su quella che ritengono «Una vera e propria attrattiva per i turisti»

MESSINA. Interviene anche il gruppo consiliare del M5S sull’avviso pubblicato dal sindaco Cateno De Luca che impone ai proprietari di barche e natanti privi di autorizzazione di rimuovere le proprie imbarcazioni dalle spiagge cittadine entro il prossimo 15 aprile. «Riteniamo sia di fondamentale importanza far rispettare la legge, ma al contempo vanno rispettate le tradizioni delle comunità, cercando innanzitutto di trovare delle soluzioni a tutela dei cittadini prima di eseguire azioni di forza in tempi inopportuni».

«In particolare – chiedono i pentastellati – vorremmo capire se sia stata emessa una specifica ordinanza, che a noi non risulta, o se l’unico provvedimento in merito sia l’avviso alla cittadinanza, che lo stesso De Luca sembra poi in qualche modo smentire parlando esclusivamente di “relitti”, malgrado il testo faccia esplicito riferimento a imbarcazioni di “qualsiasi genere e natura” ».

«Nel caso di Messina – proseguono i consiglieri – non si può non tenere conto della radicata presenza dei tanti villaggi di pescatori lungo l’intera costa, con centinaia di barche che in attesa di essere messe in mare contribuiscono a formare un paesaggio nel suo genere singolare. Una vera e propria attrattiva per i turisti che, in quanto tale, andrebbe valorizzata e non rimossa dalla vita quotidiana, oltre che dalla memoria collettiva. Del resto – proseguono – quanti pescatori sono realmente consapevoli della violazione nella quale sistematicamente incappano “tirando a secco” le loro imbarcazioni? Per loro è una consuetudine secolare e, in quanto tale, percepita come legale. Per queste ragioni riteniamo eccessivo dare loro un termine così perentorio. Per conciliare legalità, tradizione, economia e turismo, sarebbe più opportuno trovare un compromesso, consentendo ai proprietari di barche di usufruire di ricoveri adeguati.  Prima di passare alle “maniere forti”, una buona amministrazione dovrebbe preventivamente proporre delle soluzioni, creando ad esempio degli appositi “ricoveri” a costi accessibili».

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