Il comitato per la “secessione” di Montemare non si arrende: «Sarà referendum»

Il resoconto dell'assemblea dello scorso 10 marzo: «Continueremo a lavorare e a batterci sulla strada intrapresa otto anni fa, consapevoli che alla fine la giusta battaglia che portiamo avanti verrà vinta»

 

MESSINA. Si è tenuta lo scorso 10 marzo l’assemblea dei componenti del Comitato “Montemare Comune” per fissare le prossime iniziative da adottare in modo da raggiungere al più presto l’obiettivo di svolgere il referendum sull’istituzione del comune autonomo “Montemare”, che prevede la “fusione” di 12 villaggi della zona nord della città appartenenti alle ex 12° e 13° circoscrizione.

Nel corso dell’incontro, il Comitato ha deciso di avviare una serie di eventi ed incontri finalizzati ad approfondire le ragioni dell’iniziativa, “troppe volte – si legge in una nota – oggetto di ostruzionismi e di banalizzazioni, senza tener conto che si tratta dell’unico vero elemento politico di novità e di sviluppo sorto negli ultimi decenni in favore dei villaggi degli ex XII e XIII quartiere, che non danneggia Messina, ma consente lo sviluppo più armonico dell’intero territorio interessato”.

«Il ricorso del Comune, presentato al Presidente della Regione Siciliana – spiegano i componenti del comitato – dovrà essere discusso e lo stesso comune conferma la validità della nostra iniziativa, contestando non l’iniziativa in sé, ma le norme regionali su cui si fonda e che anche il Comune ammette essere state rispettate dal Comitato. Per questo il Comune chiede che il Presidente della Regione induca la Corte Costituzionale a dichiarare incostituzionali e annullare norme della… stessa regione! Alla luce di questo ricorso, la regione ha sospeso il referendum già fissato per lo scorso 16 dicembre e per questo motivo avevamo chiesto al Tar di sospendere… la sospensione, e farci votare subito. Con l’ordinanza del 14 febbraio scorso, il Tar ha ritenuto che per tornare al voto dobbiamo aspettare prima il pronunciamento del Presidente della Regione sul ricorso del Comune, che è del tutto strumentale. Sembra assurdo, ma questa è la situazione, che certamente nulla ha a che fare con la nostra iniziativa, espressione di piena democrazia e libera autodeterminazione di un intero territorio, ormai da decenni dimenticato dal “Palazzo”».

Nel mirino dei promotori, in particolare, finisce l’Assessorato Regionale, “che ha dimostrato di soffrire di crisi di identità, visto che nel giro di qualche mese (agosto – novembre 2018), ha prima autorizzato e poi sospeso il Referendum, senza che nulla fosse cambiato nel progetto o nel suo iter istruttorio e nemmeno nelle norme di legge che lo disciplinano”. Non manca la sferzata nei confronti del sindaco De Luca e del Comune, “che hanno solo dimostrato superficialità e disinteresse per le reali esigenze del territorio, mancando di una qualsiasi forma di programmazione e di sviluppo dello stesso, agendo tardivamente e forzando la mano nel chiedere di bloccare la libera e democratica espressione di voto dei cittadini, paventando addirittura un danno economico, mai del resto documentato”, scrivono.

Spazio poi alle recriminazioni: «Negli ultimi decenni – prosegue il comunicato – le nostre comunità hanno assistito passivamente ad un vero e proprio saccheggio del territorio, senza che a questo territorio sia mai stato dato nulla per agevolarne lo sviluppo: nulla in termini di opportunità di crescita ma anche di infrastrutture e servizi, con illuminazione carente, strade impercorribili, gestione rifiuti non ottimale ed i nostri territori utilizzati a mo’ di discarica. Ed ora, che la nostra gente, grazie al progetto portato avanti dal Comitato, ha scelto di dire finalmente la propria opinione e di avere l’opportunità di cambiare il proprio assetto istituzionale – passaggio indispensabile per recuperare dignità di persone e di comunità – il Comune, che non si è mai occupato di noi, spende soldi per impedirci anche solo di esprimerci».

Infine la dichiarazione d’intenti: «Il Comitato Montemare Comune esprime dunque la propria indignazione e quella della cittadinanza residente nei villaggi della zona nord interessati al Referendum, perché oggi al danno – per non aver votato come sarebbe stato giusto lo scorso dicembre – si è aggiunta la beffa di subire messaggi errati, veicolati tramite i media da chi sostiene posizioni e tesi contrarie a tale iniziativa, Sindaco in testa. Il Comitato continuerà a lavorare ed a battersi sulla strada intrapresa otto anni fa, consapevole che alla fine la giusta battaglia che portiamo avanti verrà vinta».

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