Ex stabilimento Fiat di termini Imerese, arresto per presidente e amministratore

Secondo la procura palermitana, i vertici di Blutec, la società che controlla l’ex stabilimento e per cui lavorano ancora circa 700 operai, avrebbero usato in altri investimenti 16 milioni di fondi destinati al rilancio del sito

 

PALERMO. Non c’è pace per il vecchio stabilimento Fiat di Termini Imerese, dismesso dalla Fiat nel 2011: stamattina sono stati arrestati dalla Guardia di finanza Roberto Ginatta e Cosimo Di Cursi, il presidente e l’amministratore delegato di Blutec, la società che controlla l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese e per cui lavorano ancora circa 700 operai.

L’accusa della procura di Termini Imerese è di “malversazione ai danni dello Stato”: Ginatta e Di Cursi sono accusati di aver usato circa 16 milioni di euro di fondi pubblici destinati allo stabilimento di Termini Imerese per altri investimenti per Blutec. Lo stabilimento di Termini Imerese – dismesso da Fiat nel 2011 e acquistato da Blutec nel 2015 – al momento non è in funzione: circa 570 dipendenti della società sono in cassa integrazione, mentre altri 130 sono impegnati in progetti di formazione. Nelle ultime settimane c’erano state grosse proteste dei dipendenti di Blutec contro la mancanza di un piano industriale per il rilancio dello stabilimento, a fronte dei finanziamenti ricevuti dallo stato.

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