Messina non è solo baracche: perché è necessario “urlare” al mondo la nostra bellezza

Dalla Bit alla tassa di soggiorno, una riflessione di Marco Bellantone sulle potenzialità inespresse di una terra piena di meraviglie che andrebbero valorizzate con la stessa veemenza con la quale si denuncia - giustamente - il degrado. «Il Turismo è una vera e propria industria che crea ricchezza»

 

MESSINA. Mentre si continua a discutere di Risanamento e l’attenzione della politica e dell’opinione pubblica è rivolta alle aree degradate della città, riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’imprenditore (e persona informata sui fatti, come si definisce) Marco Bellantone, che si appella al Sindaco Cateno De Luca e sposta l’attenzione sulle potenzialità inespresse della città e sulla promozione turistica che stenta a decollare, malgrado la Tassa di Soggiorno continui a crescere e nessuno capisca il perché.

Di seguito il suo intervento integrale:

Si è conclusa alla fine della prima decade di Febbraio la BIT, per coloro i quali si occupano di turismo e di sviluppo dello stesso è il periodo che ricorda l’evento clou per la industria turistica Italiana e non solo. Dal 10 al 12 Febbraio è andata in scena la Borsa Italiana del Turismo che dal 1980 porta a conoscenza di tutti gli operatori mondiali le meraviglie del Bel Paese, oggi diventata un vero e proprio evento anche formativo con oltre un centinaio tra convegni e seminari sulle ultime tendenze di settore. 

Eppure al Comune di Messina non sembra importi, sembra che nessuno si stia interessando, sembra che questo settore, in crescita costante negli ultimi tre anni nella nostra città, sia fondamentalmente una questione riservata alle più blasonate mete del territorio provinciale. Eppure tutti i segnali ci danno vincenti, eppure cresciamo in modo esponenziale come nessuna altra meta siciliana. La tassa di soggiorno del Comune di Messina, onere per i turisti che decidono di pernottare nelle strutture ricettive presenti nella nostra città e proprio da queste introitata e versata nelle casse del Comune di Messina, risulta essere in crescita dal 2017, anno in cui si totalizza una raccolta di 168.000,00 € circa, al 2018, quando invece si arriva a toccare la ragguardevole cifra di 256,000,00 € circa (da tutto questo sono totalmente esclusi gli oltre 370.000 crocieristi ed i quasi 89/90.000 membri degli equipaggi delle navi crociera). Insomma, un vero e proprio record per la nostra città nel settore del Turismo e dell’Escursionismo

Eppure la nostra Messina oggi è più conosciuta per il gravissimo problema delle baracche, per i baraccati, per l’incredibile situazione che tantissime famiglie messinesi vivono ormai da tanti anni e di certo non più sostenibile per la nostra meravigliosa terra. È giusto che si parli delle “piaghe“ ma non solo! Abbiamo bisogno di promozione, dobbiamo urlare meraviglie, se vogliamo far volare questo comparto tanto delicato e tanto generoso. È come se gli operatori napoletani accettassero che il Sindaco di Napoli andasse in televisione e parlasse solo di Secondigliano, di Scampia, della Camorra e di quanto pericolosi siano i famosi “Bassi della città partenopea. È giusto mantenere i riflettori accesi, giusto urlare con rabbia verso chi dovrebbe essere più sensibile alle problematiche che affliggono i territori, ma a questo riteniamo come contraltare che sia giusto (e ci rivolgiamo al Sindaco messinese più televisivo degli ultimi 20 anni) urlare con la stessa forza, con la stessa voglia di rivalsa e su piattaforme mediaticamente sempre più importanti, anche le meraviglie della nostra Città, del nostro Stretto, delle nostre colline e dei nostri prodotti. 

Il Turismo è una vera e propria industria che crea ricchezza, lavoro, speranze, progettualità ed ancor più importante, che rinsalda il senso di appartenenza, la voglia di rimanere e di lottare per vedere riconosciuta la capacità di rivoluzionare economicamente la città, attraverso lo sfruttamento delle meravigliose eccellenze della nostra Messina. 

Anche sulla questione delle Baracche, vista la popolarità acquisita, voglio essere propositivo. Stilerei un vero e proprio Tour, da mettere in programma. La questione che ci colpisce nelle viscere e insanguina il nostro orgoglio cittadino diventa improvvisamente un’opportunità: un “Tour delle Baracche”. Questa la nuova escursione che potrebbero mettere in catalogo gli operatori turistici e crocieristici, un vero e proprio tour full immersion nella vita nelle Baracche, viuzze, fogne a cielo aperto, muri crepati, visita all’interno, visione della pioggia che filtra dai tetti, riscoperta degli odori, inclusa la lavanda che si solleva dalla biancheria stesa ad altezza uomo e, particolare da non sottovalutare, incontro con pit bull “ringhiante” chiuso dietro ad un cancello dove, volenti o nolenti, a causa del microscopico vicolo, sarete costretti a passare a meno di 50 centimetri. Le Baracche che tanto scalpore e indignazione hanno provocato, le Baracche che poste al centro dell’attenzione nazionale, come fossero elemento unico e caratterizzante di un territorio, si riscattano diventando esse stesse, le Baracche e la loro storia, declinate come valore aggiunto. 

Sono certo che, seppur non a tutti, sia chiaro il fatto che mi sono permesso di scherzare. Chiedo scusa a chi nelle Baracche ci vive, a chi ci è cresciuto ed a chi spera di non passarci mai più neanche davanti la strada. Ho usato l’ironia per dare spazio a qualcosa su cui non c’è proprio nulla da scherzare. Ma che sia chiaro anche il fatto che Messina non è solo Baracche, ed è questo il punto. 

Adesso chi si occupa di promuovere questa città non perda tempo, chi si occupa di sviluppo economico non si faccia infinocchiare dalle rigide regole dell’economia e del bilancio, chi si occupa di turismo snoccioli programmi e, in considerazione della capacità di questo Sindaco nella comunicazione, ci si inventi un modo per ricordare Messina a tutti i possibili futuri turisti o escursionisti che vorranno decidere di venire a visitare la nostra Città.

Si può fare, se usassimo la tassa di soggiorno per le finalità stabilite dal tavolo dell’Osservatorio per il Turismo. Se lo facessimo si farebbe promozione, se lo facessimo Messina sarebbe rappresentata alla BIT e negli innumerevoli eventi del mondo del Crocierismo e di promozione del territorio; se lo facessimo potremmo promuovere la nostra Terra direttamente presso gli operatori turistici internazionali; se lo facessimo non saremmo qui a scrivere ed a leggere, perché, se lo facessimo, non ne avremmo il tempo. E tutto questo nonostante le Baracche, perché Messina ha nel suo grembo musei, chiese, una cripta, chilometri di spiagge sempre più attrezzate, colline e panorami mozzafiato, una vegetazione più unica che rara, i Laghi di Ganzirri, il Pilone e le sue correnti, lo zibibbo ed il suo Faro, ma non solo. Ne ha anche altri, tutti “rossi”, ma non solo. Ha i suoi altopiani, generosi per la cultura della vite, ma non solo. A Messina si beve e si mangia bene, a Messina c’è sempre una temperatura mite, l’estate non è torrida e l’inverno è di rado rigido, a Messina ci sono fondali meravigliosi, a Messina c’è il mare in città, un mare ricco di testimonianze storiche e relitti. A Messina c’è il pesce spada e le Feluche, a Messina ci sono le correnti, forti come rapide, le acque del mare prima fredde e dopo calde. A Messina c’è Capo Peloro, a Messina se da un lato c’è vento dalla altra parte c’è “Cammaria” (niente vento e niente onde ). A Messina ci sono i Forti Umbertini, ci sono le strade militari sui Peloritani, ci sono le Ville nobiliari di altra epoca, c’è il Caravaggio, il Montorsoli, i Miti. A Messina c’è il Campanile con il suo meraviglioso orologio astronomico, il gallo ed il leone, la Madonnina e la Falce, a Messina c’è la Vara e tanto, tanto altro. 

Continuo a dirlo e a ripeterlo, sino alla fine. A Messina ci sono anche le Baracche, ma non solo, ed anche questo va urlato. Il Sindaco ce lo deve, il Sindaco lo deve fare e lo dovrebbe fare subito, perché il turismo vola, veloce e sempre affamato di nuove esperienze e panorami da poter proporre ad una folla di clienti sempre più esigenti, certo per noi è forse incomprensibile, altrimenti non useremmo quasi l’intera tassa di soggiorno per un estate Messinese che nessuno già ricorda e per gli eventi del Natale e Capodanno che, al netto della ruota e della pista su ghiaccio, non hanno lasciato ricordo.

Mancano solo due mesi ed un’altra stagione turistica partirà, molti ci sperano, molti si stanno scommettendo, molti sono all’ultima spiaggia, molti non si sono mai risparmiati, molti lo meritano e per tutti, che siano primi o ultimi, signor Sindaco, lo faccia, lo urli, questo sono certo che lo sa fare, Messina è bella e lo è con tutte le sue stranezze!

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