Dall’America il sostegno a Orlando: «New York ti accompagna mentre combatti per l’anima del tuo paese. Avanti fratello»

Mentre il Cara di Mineo avvia le procedure per la chiusura, in attuazione del "decreto sicurezza" di Matteo Salvini, da New York un tweet del sindaco De Blasio a supporto di Orlando che ha iscritto all'anagrafe gli stranieri con permesso di soggiorno per motivi umanitari e richiedenti asilo

 

PALERMO. Arriva da New York il sostegno al primo cittadino di Palermo per la sua battaglia in favore dei diritti umani e contro il “decreto sicurezza”. Un tweet che Bill De Blasio ha dedicato a Orlando in occasione dell’iscrizione all’anagrafe degli stranieri con permesso di soggiorno per motivi umanitari e richiedenti asilo che è possibile effettuare nel capoluogo. «Resta forte, respingi l’odio e aggrappati ai valori umanistici per i quali l’Italia è stata conosciuta nel corso della storia. New York ti accompagna mentre combatti per l’anima del tuo paese. Avanti fratello» scrive De Blasio. Orlando risponde: «Il tuo supporto ci incoraggia a continuare a difendere i diritti umani. Attendiamo con ansia di vederti a Palermo».

Intanto a breve saranno trasferiti i primi 50 migranti dal Cara di Mineo, il secondo centro d’accoglienza in via di chiusura in Italia dopo quello di Castelnuovo a Roma. Di questi 25 andranno a Trapani, 15 a Siracusa e 10 a Ragusa. Le famiglie con bambini e le situazioni ritenute maggiormente ‘vulnerabili’, come quelle di mamme sole con figli o persone con problemi di salute, resteranno per il momento nella struttura. Altri 50 partiranno il 17 febbraio e altri 50 ancora dopo dieci giorni, come annunciato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che prevede la “chiusura del Cara entro l’anno”. Quelli che domani in bus lasceranno la struttura, accompagnati da mediatori culturali e scortati dalle forze dell’ordine, sono stati avvertiti da giorni. I problemi legati alla chiusura del Cara di Mineo, inaugurato nel 2011 da Berlusconi, riguardano anche i dipendenti della struttura, circa 220, e i lavoratori dell’indotto.

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