Sbaraccamento, Massimo Rizzo attacca Salvini (ma anche la Regione e De Luca)

Dura presa di posizione del consigliere comunale, che prende di mira le "chiacchiere al vento" del Ministro dell'Interno e anticipa la convocazione di un consiglio comunale straordinario. Poi l'affondo: «Senza risultati concreti, presto all’ordine del giorno la richiesta di liquidazione della Arismè»

 

MESSINA. #primaibaraccatimessinesi. È l’hashtag lanciato dal consigliere comunale Massimo Rizzo, che in una nota prende di mira il ministro Matteo Salvini (ma anche la Regione e l’Amministrazione De Luca) sul tema “sbaraccamento”, anticipando la convocazione di un consiglio comunale straordinario alla presenza dell’assessore regionale Marco Falcone (uno dei tanti che questa estate aveva speso tante parole sul risanamento”) e la possibile richiesta di liquidazione della Arismè qualora non si abbiano immediati riscontri che giustifichino il mantenimento in in vita “di un inutile carrozzone”.

A finire nel mirino del consigliere è soprattutto Salvini, di cui Rizzo ricorda le promesse dello scorso 14 agosto, quando il ministro degli Interni garantì degli interventi per accelerare lo sgombero delle baracche. Parole che Rizzo definisce adesso “chiacchiere al vento”: «I fatti successivi – spiega – hanno dimostrato che il governo leghista (e non è un errore di battitura…) è distante anni luce dal risanamento la cui mancata risoluzione dovrebbe fare riflettere chi ha amministrato la nostra città negli ultimi 30 anni. Per carità, nessuno mediamente intelligente poteva aspettarsi sensibilità da un esecutivo a trazione nordista che non ha alcun interesse ad elaborare politiche di sviluppo per il meridione. E però, è sempre utile ricordare le promesse non mantenute, le chiacchiere disperse nel vento dello Stretto».

«Al di là della fondatezza amministrativa delle richiesta dello stato di emergenza, l’unico vero dubbio è se sia maggiormente inadempiente il governo nazionale o quello regionale. Per il resto una sola certezza: le baracche sono ancora dove sono sempre state», prosegue, tirando quindi in ballo anche l’amministrazione comunale, “che non è riuscita ad andare oltre un cronoprogramma che ha avuto l’ulteriore conseguenza di regalare l’ennesima illusione ai messinesi, tradita dall’assenza di fatti concreti”.

«Nel ruolo di consigliere comunale, sprovvisto di alternative amministrative – scrive ancora Rizzo – posso solo inchiodare alle proprie responsabilità i protagonisti (negativi) della vicenda. Per questa ragione, unitamente ad altri colleghi, ho chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario alla presenza dell’assessore regionale Falcone, uno dei tanti che questa estate aveva speso tante parole sul risanamento. E considerato che questo consiglio comunale è particolarmente sensibile ai problemi cittadini, sono convinto che se non si avranno riscontri concreti entro un ragionevole lasso di tempo, la liquidazione della Arisme, azienda speciale appositamente costituita per il risanamento, sarà presto posta all’ordine del giorno del civico consesso. In assenza dei necessari strumenti operativi, non ci sarebbe alcun motivo di mantenere in vita un inutile carrozzone», conclude, prima di rivolgersi nuovamente a Salvini:  «Nel frattempo, tra un giubbotto e l’altro, si guardi allo specchio e, pensando a Messina ed alle sue baracche, arrossisca di vergogna».

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