Migranti e baracche, Gennaro risponde a De Luca: «Sulle sofferenze delle persone non si fa mai politica»

Il consigliere comunale del PD in una lunga nota risponde al primo cittadino e commenta lo stato di avanzamento del percorso di sbaraccamento su cui De Luca è ancora in ritardo rispetto al calendario di lavori presentato durante i primi mesi di amministrazione

 

MESSINA. «Le dichiarazioni di De Luca sullo sbarco dei migranti della Sea Watch ed il parallelismo espresso dallo stesso con i cittadini che vivono ancora nelle zone baraccate di Messina sono, a mio avviso, gravi, inopportune ed offensive dei valori propri della nostra comunità», così in una nota il consigliere comunale Gaetano Gennaro (PD) commenta la posizione del primo cittadino in merito all’ultimo controverso sbarco di migranti.  «E’ evidente il tentativo di De Luca di creare un parallelismo su due questioni assolutamente distinte e distanti – prosegue la nota – Cercare a tutti i costi di mettere in concorrenza lo stato di necessità umanitaria dei migranti, sbarcati momentaneamente nel nostro porto dopo settimane di attesa e di sofferenza, con l’atavica condizione di disagio vissuta dai messinesi che si trovano in baracca è una vera e propria bassezza politica».

«Se davvero il Sindaco si ispirasse a principi di carità umana e cristiana, come spesso ha dichiarato pubblicamente, avrebbe avuto sulla vicenda Sea Watch un atteggiamento diametralmente opposto a quello tenuto. Un Sindaco umanamente sensibile avrebbe pressato sul Governo nazionale affinché i migranti fossero sbarcati ed accolti al più presto, piuttosto che utilizzare tale tragica situazione per fare demagogia politica di basso livello. Messina è sempre stata una città accogliente, ospitale e solidale, proprio perché nei momenti di bisogno ha ricevuto a sua volta l’aiuto ed il soccorso da parte di altre popolazioni. Basti pensare all’intervento russo in occasione del terremoto del 1908, periodo storico richiamato dallo stesso De Luca con riferimento al tema delle baracche».

«Ritengo che la speculazione politica fatta da De Luca sui baraccati messinesi sia un gesto contrario ai principi sanciti dallo Statuto del nostro Comune, al quale il Sindaco dovrebbe ispirarsi, e sia offensivo per tutti i cittadini messinesi. Non soltanto per coloro che sfortunatamente ancora oggi sono costretti a vivere in baracca, ma per chiunque sul nostro territorio si trovi in una condizione di disagio economico e sociale. Sulla questione del risanamento e, in particolare, dello sbaraccamento, finora, De Luca ha condotto la partita come meglio ha creduto, dettando tempi, modi e condizioni, tuttavia, senza riuscire a fare nulla di concreto, se non proclami e sterili recriminazioni».

«Fino ad oggi, non è stata abbattuta neanche una baracca e dopo la costituzione dell’A.Ris.Me. l’unico atto concreto conosciuto dai cittadini è stato la nomina dei componenti del C.d.A. Senza tema di smentita, fin qui, De Luca sul risanamento ha clamorosamente fallito.Cercare di addossare la colpa della propria insipienza al Governo nazionale o, peggio, spostare l’attenzione del problema prendendo di mira i migranti è, a mio avviso, un malriuscito tentativo di scaricare sugli altri la propria responsabilità politica ed amministrativa».

«Mi amareggia molto l’incoerenza di questa Amministrazione che, per un verso, organizza delle lodevoli manifestazioni in memoria dei deportati nei lager tedeschi durante la seconda guerra mondiale e, per altro verso, alimenta l’odio nei confronti di chi, comunque, oggi vive una condizione umana drammatica. Non esistono esseri umani di serie “A” o di serie “B”. Messina non merita che ci siano ancora le baracche, ma altrettanto non merita che il proprio Sindaco la faccia apparire come una terra priva di umanità, a prescindere dai bisogni quotidiani e dai problemi storici vissuti dai cittadini messinesi, a cui De Luca non riesce a dare alcuna concreta risposta. Mi auguro che in futuro il Sindaco della città renda più onore alla comunità messinese, tenendo presente che sulle sofferenze delle persone non si fa mai politica».

 

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