Solidarietà del Pd al sindaco di Troina, il messaggio di Starvaggi e la visita di Navarra e De Domenico

Fabio Venezia scrive al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lamentando di essere stato abbandonato dallo stato. La lettera del segretario provinciale del Pd messinese, e la visita dei due deputati nazionale e regionale. "L'antimafia presti la necessaria attenzione a quanto sta accadendo sui Nebrodi"

 

MESSINA. Piena solidarietà al sindaco Fabio Venezia, il cui coraggio nel denunciare la mafia dei Nebrodi, lo ha privato da quattro anni di una vita normale, ma non lo ha mai fermato dal continuare a combattere per sradicare il malaffare dai territori in cui vive”.

Così Paolo Starvaggi, segretario provinciale del Pd di Messina, commenta la lettera che il sindaco di Troina Fabio Venezia ha scritto al presidente della repubblica Sergio Mattarella. “Fabio vive da quattro anni sotto scorta, ha denunciato gli affari illeciti della mafia, annullato gare d’appalto, ha licenziato dipendenti che non hanno fatto il proprio dovere, accompagnato imprenditori a denunciare, sottratto migliaia di ettari di terreni demaniali alla gestione di famiglia contigue alla criminalità organizzata, che per anni hanno lucrato ottenendo ingenti fondi europei destinati all’agricoltura. E tutto quello che ne ha ottenuto – dichiara Starvaggi – è stato un assordante silenzio da parte delle istituzioni che invece avrebbero dovuto proteggerlo e spalleggiarlo nella sua lotta. Solo Peppe Antoci ha avuto la sensibilità e l’intuito di raccogliere le preoccupazioni del Sindaco di Troina, impegnandosi con competenza e con coraggio nel concepire e fare diventare legge il Protocollo Antoci, rinunciando con generosità ad una vita normale in luogo di una vita blindata e diventando anch’egli nemico giurato della criminalità e bersaglio di ingiusti tentativi di delegittimazione”.

Dopo tante battaglie, nulla sembra essere cambiato: soggetti raggiunti da interdittiva antimafia prefettizia continuano a far pascolare senza alcun titolo i propri armenti nei boschi di proprietà del Comune di Troina e gestiti dall’azienda silvo-pastorale.

“Oggi, in un sussulto di dignità che le istituzioni hanno dimostrato invece di non possedere, Fabio Venezia ha scritto al presidente della Repubblica, annunciando senza alcun intento polemico ma con la fermezza di chi difende le sue ragioni, che consegnerà al prefetto la fascia tricolore che avuto l’onore di indossare in questi difficili anni, rassegnando le dimissioni da sindaco”, spiega il segretario dei Democratici messinesi. “Sappia, l’amico Fabio, che il Pd di Messina è con lui e non lo lascerà solo – annuncia Starvaggi –  Oggi Domenica 13, i deputati nazionale e regionale Pietro Navarra e Franco De Domenico, saranno a Troina, per partecipare ad una manifestazione di solidarietà, a discutere delle interrogazioni che nei prossimi giorni presenteranno alla Camera dei Deputati e alla Regione Siciliana. Tutto il partito messinese è con lui. E’ una battaglia che non va combattuta da soli, la sua. Il Pd messinese sarà al suo fianco”, conclude il segretario provinciale del Pd di Messina.

Per sostenere Fabio Venezia, si sono mobilitati anche Pietro Navarra e Franco De Domenico, stamattina a Troina, per partecipare ad una manifestazione di solidarietà. Parleremo delle interrogazioni che nei prossimi giorni presenteremo alla Camera dei Deputati e alla Regione Siciliana – ha spiegato il deputato all’Ars – Nel frattempo, abbiamo condiviso la nostra preoccupazione con il collega Carmelo Miceli, componente della Commissione Antimafia, affinché l’organismo parlamentare possa prestare la necessaria attenzione a quanto sta accadendo nel territorio dei Nebrodi. Inoltre, il Segretario regionale Davide Faraone e tutto il Pd siciliano si stanno mobilitando per non lasciare solo il sindaco Venezia”.

“Le dinamiche segnalate dal primo cittadino di Troina, in particolare la presenza illecita di armenti appartenenti a soggetti colpiti da interdittiva antimafia in terreni che erano stati sottratti alla criminalità organizzata e assegnati a una cooperativa di giovani, fanno capire come la lotta alla mafia dei pascoli debba continuare a rappresentare un impegno primario per le istituzioni. Non possiamo continuare ad assistere a pratiche e rituali tipici di una cultura che non appartiene alla stragrande maggioranza dei siciliani. Siamo stufi di piegare la testa di fronte a intimidazioni e comportamenti che rappresentano vere e proprie sfide allo Stato. Nella Sicilia in cui crediamo non c’è spazio per “vacche sacre” e organizzazioni che vogliono riportarci a un passato ricco di tenebre”, ha concluso De Domenico

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